Scheldeprijs

Nella settimana santa della classiche, in mezzo tra Fiandre e Roubaix, cade lo Scheldeprijs Vlaanderen, fino a qualche tempo fa meglio conosciuto come il Grand Prix de l'Escaut. Si tratta di una corsa molto antica, di fatto la più vecchia tra le classiche fiamminghe, la cui prima edizione risale al 1907, ben sei anni prima del vicino Giro delle Fiandre. Il 6 aprile si corre l'edizione numero 104 di una gara essenzialmente riservata ai velocisti. Gli italiani hanno lasciato il loro graffio a partire dagli anni '90: memorabile la doppietta di Mario Cipollini (1991 e 1993), ma anche quella meno prevista di Endrio Leoni (2000 e 2001), fino all'ultimo acuto di un azzurro, targato Alessandro Petacchi nel 2009.
 
Il percorso di quest'anno misura 208km, sei in più rispetto al 2015. Si parte da Anversa e si arriva a Schoten, attraversando anche qualche tratto in pavè, ma per nulla paragonabile a quelli che si affrontano nelle grandi classiche del nord. Si preannuncia, dunque, un arrivo in volata, che fortunatamente da questa edizione dovrebbe essere un po' più sicuro: gli organizzatri infatti hanno modificato gli ultimi chilometri per prevenire le cadute che troppo spesso hanno caratterizzato questo arrivo negli ultimi anni. 
22 squadre al via (13 World Tour e 13 Professional), con il norvegese Alexander Kristoff, campione uscente, deciso a confermare il titolo. Ma il parterre dei pretendenti è piuttosto importante, visto che ci saranno anche André Greipel, Marcel Kittel, Mark Cavendish e gli italiani Elia Viviani e Andrea Guardini. Annunciato anche Fabian Cancellara, che vuole tenere caldo il motore in vista della Roubaix, dove rinnoverà il duello con Peter Sagan.
 
Il vincitore al traguardo troverà una ricompensa più ricca che in qualsiasi altra gare, nella città dei diamanti infatti il premio è rappresentato da un trofeo incastonato di pietre preziose. Un motivo in più per lanciarsi in volata.