Il Tour 2018 sugli sterrati della Tro-Bro Léon?

29.11.2016

Secondo il sito di informazione locale France Bleu, il Tour de France del 2018 tornerà sulle strade della Bretagna con ben tre giorni di corsa. Una notizia attesa con fervore dagli abitanti della regione più occidentale del Paese, vero "cuore ciclistico" di Francia, che nel 2017 dovranno rassegnarsi ad assistere solo in televisione ad una Grande Boucle che non è mai stata così distante, con un percorso interamente concentrato nelle regioni orientali e meridionali.

Non sarà il Grand Départ 2018, probabilmente, a riportare il Tour sulle strade bretoni ma dovrebbero essere ben tre le tappe da affrontare sfidando il vento dell'Oceano Atlantico. Una, data ormai per certa, dovrebbe svilupparsi intorno a Brest, un'altra dovrebbe arrivare a Sarzeau, cittadina del Morbihan che schiera un sindaco di peso come David Lappartient, presidente della Federazione Francese di Ciclismo nonchè dell'Unione Ciclistica Europea. Ma è la terza frazione bretone a catalizzare tutte le attenzioni degli appassionati: si parla infatti di una tappa da Lorient alla Pointe du Raz, estremo occidentale di Francia, che porterebbe il gruppo a sfilare sui mitici Gwenojennoù, le strade sterrate di campagna che ogni primavera sono attraversate dalla Tro-Bro Léon, probabilmente la più affascinante corsa ciclistica del calendario europeo.

Tra tondi tunnel di campagna e spiagge battute dalle onde, mulattiere di campagna sterrate con l'erba che cresce a centro strada e il celeberrimo maialino consegnato come premio al vincitore, la Tro-Bro Léon è un appuntamento imperdibile per tanti appassionati di ciclismo nonchè una tappa dell'importante Coppa di Francia che da 17 anni coinvolge i maggiori ciclisti francesi. Dal 2018 questo scenario unico potrebbe aprirsi al mondo intero, con il Tour che pare interessato a calcare ben 30 chilometri di sterrati bretoni. Ad oggi siamo ancora alle voci e alle indiscrezioni, ma se venissero confermate potrebbe prospettarsi una delle frazioni più spettacolari della storia moderna del Tour de France.



Filippo Cauz