La regola del numero uno e i simboli

07.11.2016

Le classifiche sono fatte per dare un simbolo/riferimento ad un sistema. I numeri nella vita di tutti i giorni regolano i nostri obiettivi. Nello sport il numero unosegna la vittoria assoluta, arrivare secondo, terzo, quarto... spesso non è vincere, ma fallire negli obiettivi. Il pareggio nello sport esiste, ma è un momento magico dove tutto è in sincronia con il sistema, e fa di due persone un'unica persona.

Nello sport i fattori esterni alla propria perfomance prettamente fisica, spesso fanno la differenza sui calcoli e sulle formule. La giornata-no è sempre lì che ci attende a braccia aperte. Oggi non è andata bene, che giornataccia... quante vuole questo fatto ci assale e vince sulla mente positiva? Che giorno è oggi? Venerdì 17... lo sapevo, porta sfiga, sfortuna, porta... Tutti gli anni in questo periodo non me ne va mai bene una... Oggi non vado, non corro: questo periodo per me è sempre negativo, inutile insistere...

Accettare cosa vuol dire secondo voi? Accettare può essere saggezza, oppure carattere poco resiliente, oppure educazione famigliare, oppure non aver più le energie mentali per crederci ancora. Accettare vuol dire, secondo me, perdere la più grande vittoria che è nella natura umana: la fede. La sconfitta è il più grosso stimolo, ci dice chi siamo oggi, ci insegna partendo dai nostri errori. Ci dice che se impariamo a perdere, diventiamo molto più forti di chi per natura, per genetica, per fortuna, per chissà cosa, ha vinto subito e facilmente, ma poi trovandosi davanti alla prima porta chiusa, come un "robot a pile", ha continuato a spingere, spingere, spingere come è stato programmato, finché l'energia "elettrica" gli dà la forza nel farlo. Poi si spegnerà senza più energie mentali e fisiche, lì starà finché qualcuno non lo solleverà con amore, per ricaricarlo di "energia mentale positiva", l'unica realtà per crederci ancora.

La strada più veloce ci viene insegnato essere quella dritta, ma la vita è fatta di curve e bivi, di porte con la serrature dove aprire la porta a combinazione ci vuole tanta pazienza, ed il calcolo delle probabilità diventa la nostra cultura. La vita è fatta di classifiche, tutti i numeri hanno un valore assoluto e simbolico, ma l'educazione del numero uno è una cultura da cambiare, si può arrivare alla felicità interiore anche se si è secondi, terzi, quarti e oltre, ma non siamo educati per questo. Vietato solo pensarlo! A scuola il primo della classe è il migliore, quello che nella vita avrà successo e soldi: così ci viene indicato come riferimento e come concetto assoluto di futuro e carriera felice in tutti i sensi.

Allora tu piccolo atleta numero due, tre o quattro non sarai mai il numero uno? La dote e la genetica sono da pochi e tu non hai il vestito del numero numero uno ma vuoi sognarlo con tutta la forza interiore, quella che ci spinge ogni giorno a superare le barriere mentali e fisiche con forza e agilità. La storia racconta casi unici dove chi era carente in matematica nell'infanzia, crescendo è diventato un certo Einstein, chi senza l'udito ha composto opere uniche; ciechi che corrono fortissimo, eccetera: nessuno di questi era all'inizio un apparente numero uno.

Crederci sempre, quello che oggi sembra impossibile, domani forse sarà il nostro futuro, un concetto oltre ogni numero. Vendersi l'anima per questo numero uno è vita di ogni giorno, di chi ha perso la ragione del concetto di mens sana in corpore sano. La saggezza e l'ingordigia del numero uno ti ha dato fama, successo, soldi, ma spesso ti ha levato le due cose più importanti nella vita: la felicità e la salute.

Non dobbiamo accettare le sconfitte come limite assoluto della nostra vita atletica e sociale, ma dobbiamo pensare che in vetta, dove il numero uno ci guarda con maestosità e potenza, ci sta solo una persona, spesso solo per un giorno nella sua vita e non solo atletica. Quella cima dell'infinta montagna che è la nostra vita, deve essere vissuta con rispetto per ogni posizione di quella classifica che è la somma di tanti valori, non solo matematici, ma quei valori che non hanno formula espressiva se non nel sentimento positivo, che ci porta ogni volta a superare noi stessi per una solo cosa: il nostro numero uno - chi siamo noi.



di Alessandro Schiasselloni
- The Sport Mentalist
Mental Coach - Posturologo - Riflessologo - Preparatore Atletico
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