Venezia chiude alle bici

26.10.2016

La guerra della città di Venezia ai ciclisti raggiunge oggi il suo apice. Sembrano sempre più lontani i fasti del '78, quando Vincenzo Torriani riuscì addirittura a portare il Giro d'Italia in piazza San Marco, con un sistema di passerelle che aiutarono i ciclisti a districarsi tra ponti e canali. Oggi Venezia è sempre più un polo turistico, i bambini difficilmente riescono anche solo ad imparare a pedalare tra le calli, ma il culmine è che al di là del divieto di pedalare si affianca il divieto stesso di esistere per le biciclette.

La giunta veneziana ha infatti approvato ieri una proposta del sindaco Luigi Brugnaro che chiede una variazione del regolamento di polizia municipale. La modifica, se approvata dal voto del consiglio comunale (cosa assai probabile), prevede il ritiro del mezzo per i turisti colti in fragrante nel trasportare le propria bici, anche a mano, nel centro di Venezia. Per rientrare in possesso della bici sarà richiesto il pagamento di una sanzione di 50 euro, ridotti a 26 se pagati subito. Sarà inoltre considerato reato anche il solo legare la bicicletta agli elementi di arredo urbano. Una deroga è invece concessa ai residenti, che potranno portare la bici a mano ma dovranno dimostrare (non si sa come, ne' perchè) di muoversi lungo il percorso più breve.

Con buona pace di un progetto stimato in tutto il mondo come VENTO. Da domani, i vigili di Venezia dovranno spiegare ai cicloturisti che si può pedalare lungo il Po da Torino sino a lì, ma a Venezia no, non si entra. Benchè in piazza Roma non ci sia nemmeno una rastrelliera. Un problema in più per i pendolari in bici, ma meno grave per i cicloturisti in effetti, che potranno semplicemente girare da un'altra parte, verso città che abbiano voglia di accoglierli.