Doha, sarà un mondiale nel deserto

05.10.2016

La stagione del ciclismo su strada si estende sempre di più, nelle date e nelle coordinate geografiche. In questo 2016 per la prima volta si è assistito ad un Giro di Lombardia senza una nuova maglia iridata, e dalla prossima settimana si assisterà ad un'altra prima assoluta: un mondiale di ciclismo nel deserto.

Dall'otto di ottobre a Doha, in Qatar, si assegneranno dieci nuove maglie iridate e oltre 36 medaglie, comprese quelle delle cronometro a squadre che apriranno la rassegna nel primo pomeriggio di domenica.
Una prova, quella a squadre, che ha spesso fatto storcere il naso a tanti appassionati, abituati ad un mondiale riservato alle nazionali che di colpo si apriva anche alle squadre di club, e che rischia di vedere a Doha una delle sue ultime edizioni. La partecipazione alla cronosquadre infatti, complici i costi insostenibili di una trasferta simile per i team più piccoli, vedrà al via della prova maschile soltanto dieci formazioni World Tour (su 18), una Professional e quattro Continental. La prova si disputerà sulla distanza di 40 chilometri sia per gli uomini che per le donne, e avrà i campioni uscenti della BMC e le dominatrici stagionali della Boels-Dolmans come favoriti d'obbligo.

Le cronometro proseguono nei tre giorni successivi con le prove individuali, che cominciano dalle categorie giovanili e si concludono tra martedì e mercoledì con le due gare élite. Tutte le gare si disputeranno sull'isola The Pearl, ad eccezione della prova maschile che sarà preceduta da una prima parte "continentale" sullo stesso tracciato previsto per le cronometro a squadre. Con Fabian Cancellara ritiratosi dopo l'oro olimpico, i duellanti della crono maschile dovrebbero essere Tom Dumoulin e Tony Martin, con Rohan Dennis, Jonathan Castroviejo e il campione uscente Vasil Kiryenka a giocarsi il podio. Tra le donne occhi puntati su Ellen Van Dijk,
Anna Van der Breggen, Lisa Brennauer e l'olimpionica Olga Zabelinskaya.

Il programma delle prove in linea esordirà giovedì con la gara riservata agli uomini under23, la prima di quattro giorni attesissimi dalle ruote veloci di tutto il mondo, con tutte le gare destinate a concludersi con uno sprint, più o meno ristretto, sul velocissimo circuito di The Pearl. Soltanto le due prove élite avranno una prima parte in linea prima di approdare sull'isola, ma mentre per la corsa femminile sarà pressochè ininfluente il trasferimento dalla Qatar Foundation al Golfo, per gli uomini è prevista una lunga andata/ritorno nel deserto che potrebbe condizionare sensibilmente la seconda parte in circuito. I favoriti sono naturalmente i velocisti, quindi occhio Mark Cavendish, Marcel Kittel, Andrè Greipel, Nacer Bouhanni, Alexander Kristoff o Caleb Ewan, ma qualche atleta più coriaceo potrebbe inserirsi approfittando di possibili situazioni caotiche, a partire dal Belgio di Greg Van Avermaet e Tom Boonen sino all'onnipresente Peter Sagan, mentre Elia Viviani e Giacomo Nizzolo saranno le punte della nazionale italiana. Tra le donne si punta su Chloe Hosking, Kirsten Wild, Jolien D’Hoore, Lotta Lepisto, Chantal Blaak e la nostra Giorgia Bronzini, ma anche qui non si possono escludere nomi come Anna Van Der Breggen, Ellen Van Dijk e Megan Guarnier.

Se l'altimetria qui ce la si può anche risparmiare, in presenza di una corsa piatta come un tavolo da biliardo, i rischi potrebbero arrivare invece dalla planimetria e soprattutto dal meteo. Il circuito infatti è un costante zig-zag, ricco di rotonde, curve e controcurve. Le strade sono larghe, e questo dovrebbe allontanare i rischi di cadute, ma ai corridori e soprattutto ai gregari sarà richiesta un'attenzione costante perchè il gruppo potrebbe spezzarsi da un momento all'altro. A contribuire a questa eventualità potrebbe pensarci il vento, che da queste parti -specie nella sezione desertica- spira quasi costantemente e che rappresenta una delle grandi incognite meteorologiche insieme al caldo. Già perchè, nonostante la data inoltrata in calendario, le temperature in Qatar sono costantemente sopra i 30°, e per quanto non ci sia afa una calura del genere finirà per pesare nell'economia di gara. Tanto che la stessa UCI ha predisposto un manuale distribuito a tutti i partecipanti su come gestire il caldo e ha deciso addirittura di costituire una commissione che valuterà la modifica delle prove in caso di condizioni climatiche estreme.

Il rischio è che questo mondiale diventi un caso unico anche per la gestione degli elementi esterni alle corse, che rischiano di essere tagliate o modificate sino a distanza da record negativo. Anche questa sarebbe una "prima volta", insomma, ma ci sarebbe poco da festeggiare nel caso.



Questo il programma completo della settimana iridata (orario italiano)

Domenica 9 ottobre
13:10-14:15 Cronometro a squadre femminile, 40 km
14:20-15:40 Cronometro a squadre maschile, 40 km

Lunedì 10 ottobre
08:30-09:40 Cronometro individuale junior femminile, 13.7 km
10:30-14:50 Cronometro individuale under23 maschile, 28.9 km

Martedì 11 ottobre
08:00-11:30 Cronometro individuale junior maschile, 28.9 km
14:15-15:30 Cronometro individuale élite femminile, 28.9 km

Mercoledì 12 ottobre
12:45-15:05 Cronometro individuale élite maschile, 40 km

Giovedì 13 ottobre
11:00-14:55 Corsa in linea under23 maschile, 166 km

Venerdì 14 ottobre
07:30-09:30 Corsa in linea junior femminile, 74.5 km
12:15-15:30 Corsa in linea junior maschile, 135.5 km

Sabato 15 ottobre
11:45-15:20 Corsa in linea élite femminile, 134.5 km

Domenica 16 ottobre
09:30-15:35 Corsa in linea élite maschile, 257.5 km





Filippo Cauz