Montalfoglio, gioiello da scoprire

27.09.2016

Un muro possente di cinta, quattro case in sasso e due orologi fermi: Montalfoglio, frazione di San Lorenzo in Campo in quel di Pesaro-Urbino, è un piccolissimo borgo medioevale senza tempo, immerso nel silenzio. Sopra un colle a circa 400 metri di quota, domina la valle del Cesana; il posto è fantastico, la base ideale per chi ama le scorribande in MTB, per conoscere e godere appieno di questo incanto ambientale. Grazie alla preziosa guida di Alessandro Montanari, che conosce a menadito ogni anfratto di questi meravigliosi luoghi, ho potuto scoprire posti come Fratterosa, Monterolo, Pergola, Serra Sant'Abbondio, Frontone; tra l'Appennino ed il mare, ho assaporato le bellezze, i profumi ed i sapori di una terra che ti conquista già alla prima pedalata e ti lascia muto, senza parole. Ed è stato proprio mentre pedalavo come un forsennato dietro di lui, per la prima volta in vita mia con una bellissima e-bike, a pedalata assistita (lasciatemelo dire, una "figata pazzesca", per me sarà il futuro, il mio sicuramente), messa a disposizione dalla casa, che ho pensato che su queste colline verdi, tra villaggi in costa, stradine perdute e clandestine, gli aggettivi finiscono subito, mentre la meraviglia ti rimane addosso, per sempre.

I sentieri nascosti, i single track, le sterrate, i boschi da attraversare, i panorami da gustare, "le discese ardite e le risalite", ed è proprio sul lontano orizzonte, che la striscia blu del mare fa capolino, la cornice ideale di un quadro unico, prezioso... Infaticabile, caricato a molla, un amore sconfinato per la propria terra e la MTB, Alessandro non è soltanto una semplice guida, ma è capace di condividere l'esperienza, ti consiglia, ti guida, sempre pronto a risolvere ogni tipo di problema, in piena allegria, senza il minimo stress. Soltanto due giorni, ma intensissimi e pieni, che mi hanno lasciato senza fiato, letteralmente. Sì, perchè anche se con una bici a pedalata assistita, bisognava pedalare e spingere di brutto se volevi restare in scia ad Alessandro che il motore, lui, l'ha incorporato nei polpacci. E quando, dopo una sosta ristoratrice al monastero di Fonte Avellana, luogo di grande spiritualità, il motore della mia bici ha fatto le bizze, per ovviare al problema, ha scambiato la sua bici con la mia, pedalando tutta la salita di Montalfoglio con la e-bike in panne. Roba da non credere...

Ed alla sera, smessi i panni della guida, ti serve in tavola, nel suo bel ristorante nella piazza del paese, le prelibatezze "a chilometro zero" che la mamma con tutta la sua famiglia, una squadra incredibile, prepara in cucina. Dall'antipasto al dolce, un vero e proprio tsunami gastronomico che ti "ribalta" dalla bontà. Meno male che le camere del suo bed and breakfast sono proprio lì, a due passi... Quando l'ho visto per la prima volta, dopo una tappa di otto ore in MTB alla Pesaro-Loreto, saltabeccare come un grillo tra i tavoli col sorriso sulle labbra, ho pensato di trovarmi di fronte ad un extraterrestre. Invece era Alessandro Montanari, un ragazzo piccolo di statura, ma un vero e proprio gigante, capace di fare la (grande) differenza!



Graziano Majavacchi