Io voglio pedalare sicuro. Quando sei alla guida, dimenticati il cellulare

05.07.2016

Il nostro decalogo della campagna "Io voglio pedalare sicuro" abbiamo voluto aprirlo con quello che riteniamo essere da tempo il punto più urgente, almeno a giudicare dai freddi numeri:
 
- Quando sei alla guida, dimenticati il cellulare e guarda solo la strada - 
 
Non è la prima volta che affrontiamo questo argomento, lo avevamo già messo al centro della campagna "Quale buona strada", lanciata lo scorso aprile da parte di 13 testate ciclistiche italiane, dopo che, per l'ennesima volta, un gruppo di tre ciclisti era stato travolto da un'automobilista provocando un morto e un ferito grave.
 
Quanto scrivevamo allora è validissimo ancora oggi: se chi stava guidando non si è accorto di avere innanzi a sé un gruppo di ciclisti, dove stava guardando, invece di guardare la strada?
 
La risposta ce la fornisce l'ultimo rapporto sull'incidentalità ACI-ISTAT che rileva come il 28% degli incidenti stradali sono causati da alta velocità o da distrazioni alla guida. E la più grande fonte di distrazioni, lo sappiamo, è il cellulare che in ogni momento della giornata richiama la nostra attenzione.
 
Addirittura si stima che l'uso del cellulare alla guida sia ormai la prima causa di incidente, battendo persino la guida in stato di ebbrezza e l'eccesso di velocità. Gli studi più recenti dimostrano come l'incidenza di un gesto che pare così "minimo" sia spesso sottostimata: per rispondere al telefonino ci si distrae dalla strada in media per 2,1 secondi, che equivalgono a percorrere 29 metri "ad occhi chiusi" se si viaggia a 50 km/h. Per inviare o leggere un messaggio si arriva addirittura a 10 secondi, un "rapido" sguardo ai social arriva a 20 secondi di distrazione, che alla stessa velocità equivale ad attraversare l'equivalente di tre campi da calcio con una benda sugli occhi.
 
Una situazione drammatica che richiede provvedimenti drastici dall'alto (a partire dalla riforma del codice della strada e dal lancio di campagne di comunicazione più ficcanti) ma che va affrontato innanzitutto da chi le strade le frequenta tutti i giorni. Siamo ciclisti ma tanti noi sono anche autombilisti, motociclisti, camionisti, ecc... ci troviamo alla guida di mezzi dal potenziale letale, e quella notifica da controllare può significare una vita stroncata, basta la più piccola delle distrazioni. Non esistono messaggio e chiamata così importanti da giustificare questo rischio.



Articoli precedenti:
- la campagna "Io voglio pedalare sicuro";
- le video-testimonianze;
- il decalogo dei comportamenti sicuri;
- l'uso del casco.


Seguiteci e fateci sentire la vostra voce.
Diffondete anche voi via twitter le vostre idee sulla sicurezza dei ciclisti con l'hashtag #iovogliopedalaresicuro.
Mandateci i vostri video in cui rilanciate lo slogan "Io voglio pedalare sicuro", i migliori saranno diffusi online e sul canale televisivo Bike Channel - Sky 214.


(foto tratta da aci.it)