Giro: Nibali che ti succede?

26.05.2016

Da grande favorito della vigilia, Vincenzo Nibali rischia di concludere il suo Giro addirittura fuori dal podio. Al siciliano restano a disposizione le ultime montagne per riscattare la sua corsa ma soprattutto riconquistare la tranquillità.
 
In questo momento, oltre a ritrovare la gamba in grado di fargli fare la differenza, a Vincenzo Nibali forse servirebbe uno specialista della comunicazione. Il Giro d'Italia che sta correndo è stato finora costellato da una serie di errori grossolani a livello di dichiarazioni pubbliche. Che un campione come lui non si può permettere.
 
Andiamo in ordine cronologico. Nella sesta tappa il siciliano attacca in falsopiano, non riesce a fare la differenza, viene ripreso e saltato e alla fine critica apertamente Martinelli e l'ammiraglia. Inspiegabile. Nell'undicesima tappa attacca sull'ultima discesa, Valverde non collabora e il capitano dell'Astana lo prende di mira nel post-tappa, salvo poi fare una goffa retromarcia.
 
Ma le sbavature non sono finite. Nella crono-scalata all'Alpe di Siusi, oltre alla sfortunato salto di catena, Nibali si scaglia contro qualche tifoso che lo ha infastidito durante la salita. Situazioni all'ordine del giorno, in cui serve certamente attenzione e rispetto da parte di tifosi, ma senza bisogno di puntualizzarlo in diretta tv. Inelegante.
Le ultime dichiarazioni sono storia recente, con un Nibali teso, sotto pressione e incalzato dai media che ne criticano rendimento e stato di forma. Ma se ti chiami Nibali, hai vinto tutti e tre i grandi giri a tappe e questo Giro è stato disegnato a misura per te, forse il fatto di dover sopportare queste pressioni è una cosa normale. 
 
Caro Vincenzo, che tu sia umano e non sia obbligato a vincere sempre è sacrosanto e fuori discussione, ma lamentarsi per le aspettative (alte) che ci sono su di te è il prezzo che ogni campione deve pagare a questi livelli. Forse anche infischiandosene di quello che viene detto e scritto. Senza perdere di vista la bussola che ti orienta verso un comportamento da vero campione. Etichetta che si guadagna non solo vincendo le corse, ma anche nei messaggi e nei proclami che si rilasciano giù dalla sella. Non è certo così che si guadagna il rispetto e l'amore incondizionato da parte di chi ti aspetta a bordo strada per vederti passare...
 


Luca Gregorio