Migranti attraversano la Macedonia in bicicletta per raggiungere l’Europa del nord

30.10.2015

La strada per l’Europa non passa solo dal Mediterraneo. Migliaia di migranti seguono una rotta diversa, che attraversa la regione dei Balcani. E spesso lo fanno a piedi o in bicicletta. Solo in giugno tremila persone sono entrate in Macedonia, attraversando il confine greco. Si dirigono verso la Serbia, molti con l’obiettivo di raggiungere l’Ungheria, anche dopo l’annuncio del governo di Budapest di voler costruire una recinzione alta quattro metri al confine serbo per bloccare il flusso di migranti.



La notizia è ripresa da l'Internazionale, che a giugno ha pubblicato un bellissimo articolo sul dramma di migliaia di profughi in fuga assieme alle loro bici attraversando i confini dei Balcani, alla ricerca di una nuova speranza. 

Scappano dalla Siria, dall’Afghanistan e dall’Africa e provano a entrare nei paesi dell’Europa occidentale e settentrionale. Una volta superata la frontiera greca, attraversano la Macedonia e si spostano verso nord. Un viaggio che possono fare solo a piedi o in bicicletta: la legge macedone, infatti, vieta a migranti irregolari l’uso dei trasporti pubblici.

Il video della Reuters mostra gruppi di persone che percorrono in bicicletta la strada statale E-75, che collega i porti della Grecia con Macedonia e Serbia. La polizia che pattuglia le strade chiude un occhio e non li ferma. Il governo di Skopje non ha infatti i fondi per garantire assistenza e asilo ai migranti, così preferisce lasciarli passare.

Per facilitare il loro viaggio, il parlamento macedone sta pensando di cambiare la legislazione, in modo da legalizzare il passaggio dei migranti attraverso il paese nelle prossime 72 ore: una modifica che permetterebbe loro di salire su treni e autobus. Intanto, però, alcuni approfittano della situazione: vicino al confine greco, le biciclette si vendono a prezzi che oscillano tra i 169 e i 225 dollari.

Secondo l’agenzia Frontex, dal gennaio al marzo 2015, circa 32mila persone sono entrate nell’Unione europea passando per i Balcani.

Fonte: www.internazionale.it