Giro 2016, duro ma non durissimo

06.10.2015

Partiamo dai numeri. 3383km, spalmati come sempre su 21 tappe, così suddivise: 3 crono, 7 pianeggianti, 7 di media montagna e 4 di alta montagna. Un Giro come sempre duro, ma meno di altre volte. Partenza dall'Olanda il 6 maggio con le prime tre tappe, importanti da un punto di vista mediatico ed economico ma in teoria non complicate sul piano tecnico.

Giorno di riposo e quindi ripartenza dalla Calabria. Il primo esame alla sesta frazione, con l'arrivo in salita a Roccaraso, prima di tre tappe fra Umbria e Toscana da non prendere sotto gamba. All'ottava tappa c'è l'inedita Alpe di Poti, alla nona la crono individuale di 40,8km nelle terre del Chianti, che viene dopo il tributo a Barbaresco, Barolo e Prosecco. Sarà il primo vero snodo della corsa rosa, almeno per creare gap significativi tra i big. La seconda spallata dovrebbe arrivare alla fine della seconda settimana: 4Gpm alla 13esima tappa con arrivo a Cividale del Friuli, poi addirittura 6, con 5.300 metri di dislivello, il giorno successivo nel tappone dolomitico di 210km da Alpago a Corvara. Una sorta di Maratona delle Dolomiti, ma ovviamente ancora più dura: in successione si scaleranno Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau, Valparola e il durissimo Muro del Gatto a pochi km dall'arrivo. E' la tappa regina, anche se forse troppo lontana dall'arrivo di Torino.

Affascinante anche la cronoscalata della domenica, 10,8km per arrivare in cima all'Alpe di Siusi. Prova affascinante, difficilmente decisiva. Dopo l'ultimo giorno di riposo si entra nella terza settimana, aperta da un'altra frazione di montagna con arrivo ad Andalo dopo aver scalato Passo della Mendola e Fai della Paganella. E' una tappa corta, con appena 133km e con poche difficoltà per scavare solchi tra i candidati al successo finale. Due tappe pianeggianti mercoledì e giovedì e quindi gli ultimi botti prima della passerella conclusiva. Venerdì si affronta la Cima Coppi del Giro, quest'anno posta sul Colle dell'Agnello a 2744m, anche se l'arrivo è a Risoul, dove non ci si potrà più nascondere.
Se i distacchi tra i migliori saranno ancora contenuti, le carte decisive gli uomini di classifica se le dovranno per forza giocare nei 134km di sabato da Guillestre al santuario di Sant'Anna di Vinadio, traguardo prima del quale bisognerà affrontare Vars, Bonette e Colle della Lombarda. Infine, come detto, la pedalata finale fino a Torino per celebrare il successore di Alberto Contador.
Già, perchè il Pistolero, atteso nel 2016 al suo ultimo anno da professionista, salvo ripensamenti punterà a Tour e Olimpiade per poi chiudere una carriera straordinaria. Per come è disegnato questo Giro forse gli converrebbe correre da noi, ma la corsa rosa l'ha vinta tre volte in tre partecipazioni (anche se uno poi revocata). Difficilmente parteciperanno anche Valverde e Sagan, entrambi ospiti alla presentazione. E allora la tavola sembra apparecchiata di nuovo per Vincenzo Nibali, che dovrebbe lasciare a Fabio Aru il palcoscenico della Grand Boucle. Il tracciato si sposa benissimo anche con le caraterristiche dello Squalo dello stretto. I rivali sono avvisati.

Per me le tappe-chiave saranno la crono del Chianti e quella di Corvara. Secondo voi?

Luca Gregorio