Triathlon, quale bici scegliere?

30.10.2014

Meglio la bici da crono o quella da strada in una prova di triathlon?

La seconda frazione di una gara di triathlon si affronta con la bicicletta. In base alla lunghezza dell’evento i km da percorrere sono: 180 (ironman), 90 (mezzo ironman), 40 (olimpico), 20 (sprint).
Le biciclette in commercio sono sempre più performanti, dal design accattivante e dalla grafica ammaliante. I frame possono essere costruiti utilizzando diversi materiali: l’acciaio (ormai poco utilizzato), l’alluminio (forse per certi versi il più prestazionale), il carbonio (il più usato e con sviluppi raggiunti pazzeschi) e il titanio (materiale nobile ma anche molto costoso per via della lavorazione).

Per affrontare le gare lunghe, ironman e mezzo ironman, molti triatleti utilizzano biciclette da cronometro. Le case produttrici costruiscono addirittura modelli specifici per questa disciplina con geometrie dedicate creando biciclette forse un po’ meno estreme di quelle che vediamo in tv usate dai professionisti della strada, ma pur sempre estreme. Per le distanze sprint e olimpica si utilizzano invece biciclette tradizionali poiché le crono sono vietate. Attenzione, nessun regolamento vieta di utilizzare bicilette da strada per affrontare un mezzo o un ironman. Indubbiamente la bicicletta da crono è più “veloce” di una classica bicicletta da strada, vi assicuro che a parità di potenza erogata (watt) la velocità cambia, eccome se cambia. Il fattore principe che incide sulla velocità è quello aereodinamico, infatti sulla bici da crono la posizione in sella più raccolta e composta, permette una penetrazione frontale dell’aria migliore, quindi meno resistenza all’avanzamento.

I telai da cronometro sono molto più rigidi rispetto a un telaio tradizionale, questo permette minore dispersione della potenza durante la pedalata. Anche la pedalata è differente ed è più “sul movimento centrale” e in punta di sella, questo permette di spingere ancora di più sui pedali. Attenzione se uno è un brocco, brocco rimane non è che salendo su una bicicletta da crono automaticamente si diventa dei Cancellara. C’è un pegno da pagare quando si utilizzano queste fuoriserie: la comodità. La posizione a cronometro è decisamente meno confortevole rispetto a quella adottata su un telaio tradizionale. La posizione estremamente raccolta, piegata e allungata, unità all’estrema rigidità del telaio (che vi farà sentirete tutte le vibrazioni possibili immaginabili) durante l’esercizio può portare a fastidi a livello lombare, della schiena in genere, collo e spalle, e correre la frazione podistica con dolori più o meno diffusi vuol dire compromettere la prestazione, quindi gara buttata.

Il pasta party sarà un miraggio poiché andrete diretti a farvi fare un bel massaggio! Per utilizzare al meglio questo “potente mezzo” occorre quindi un posizionamento pressoché perfetto, una buona elasticità e tonicità a livello lombare, addominale e della schiena e soprattutto utilizzarla in allenamento almeno una volta alla settimana. Da segnalare che l’estrema rigidità di questi mezzi rende la guida molto difficile, soprattutto in curva e in discesa, portare una bici da crono soprattutto su un percorso tortuoso non è da tutti anzi, qui i più bravi fanno grosse differenze.

Non tutti, visto i costi di acquisto e manutenzione possono permettersi di avere due biciclette alternandole in base alle gare. Allora che fare? Semplice: adattiamo la biciletta da strada per affrontare le lunghe distanze. Ma come? In commercio esistono numerose tipologie di appendici o prolunghe che si applicano al manubrio. Hanno forme diverse e sono pluri regolabili, quindi qualsiasi atleta sicuramente troverà quella che fa al caso suo. Bisognerà rivedere anche la posizione in sella che non sarà mai comunque così estrema e  scomoda come per la bici da cronometro. E’ possibile utilizzare le appendici anche nelle gare corte. In questo caso le appendici non devono superare la linea immaginaria che unisce la parte superiore dei comandi della bicicletta. Mi permetto di dare un consiglio: al fine di poter esprimere il massimo del vostro potenziale, sia che utilizziate una bici da crono che una da strada, fate verificare la vostra posizione in sella da un biomeccanico.

Gianluca Benzi