Ironman, conosciamolo meglio

23.10.2014


Per approcciarsi al mondo del triathlon l’ironman onestamente non è proprio la distanza ideale, ma come sappiamo qualche "matto" c’è sempre. Detto questo, l’Ironman è nato nel 1978 alle Hawaii...

La leggenda narra che furono tre marines ubriachi a dare vita a questa gara estrema. Uno dei tre, John Collins, propose una  gara che fosse l’unione di 3 gare già esistenti e note per la loro durezza: la Waikiki Roughwater, 2,4 miglia di nuoto, più la Around Oahu Bike Race, con 112 miglia in bici, e la Honololu marathon, con 26,6 miglia di corsa. Tradotto: 3,8 km a nuoto, 180 in bici, 42,195 km la distanza della maratona.  Naturalmente, tutte in successione.

Una passeggiata di salute insomma! Il primo a tagliare il traguardo sarebbe stato eletto ironman, e quindi “uomo di ferro,” (spesso viene usato il termine uomo d’acciaio). Le distanze sono le medesime, sia per gli uomini che per le donne.
Al primo ironman parteciparono in 25. Dal ’78 ad oggi la gara regina del triathlon si è diffusa in tutto il mondo, e oggi sono diverse le gare su distanza Ironman che si disputano ogni anno in tutto il mondo. Quello delle Hawaii, che si svolge sull’isola di Kona, ogni anno è la finale, il vero e proprio Campionato del mondo e ci si può accedere solamente qualificandosi. Il diritto a parteciparvi lo si ottiene gareggiando nelle gare del circuito Ironman su distanza lunga previste in tutto il mondo e nelle gare, sempre del circuito Ironman, ma su distanza 70.3.

La distanza 70.3 è detta anche mezzo Ironman (1.9 km a nuoto, 90 km in bici, 21 km la parte podistica). Una nota molto importante: le gare su distanza Ironman e mezzo Ironman prevedono che la frazione in bicicletta sia rigorosamente “no draft” (senza scia). Quindi una bella cronometro di 90 o 180 km. Una mazzata! Per chi non rispetta questa regola, e fa “scia”, è prevista una sanzione che va dalla semplice ammonizione, fino alla squalifica se reiterata. C’è un modo più semplice e meno faticoso per accedere alla finalissima, sempre che ci riusciate: essere invitati.

Ma veniamo a casa nostra. Il triathlon sbarca in Italia esattamente 30 anni fa: a Ostia Lido ha luogo la prima gara ufficiale della triplice. In quell’occasione la distanza di gara è di 1.5 km a nuoto, 40 km in bici, per poi finire con 10 km di podismo. Questa distanza è definita olimpica e infatti il triathlon debutterà alle Olimpiadi di Sydney 2000 proprio su questa distanza. Il 28 settembre scorso si è disputato, sempre a Ostia Lido, il “Triathlon Trenta”, che ha celebrato il trentennale della triplice in Italia.

Sono sicuro che a molti di voi, leggendo queste righe, la prima battuta che gli è venuta in mente sia stata: “E dove lo trovo io tutto quel tempo per allenare tre discipline diverse? No non è il mio sport!” Tranquilli,  per chi si vuole approcciare  al mondo del triathlon e divertirsi a più non posso (fidatevi), esiste anche la distanza denominata “sprint”: 750 m a nuoto, 20 in bici e 5 km a piedi. Quindi giù dalla poltrona, non ci sono più scuse, il divertimento è a portata di… triathlon.

Gianluca Benzi