Roubaix, l'inferno che può diventare paradiso

11.04.2019

E' dal 1977 che gli angeli del pavè si prendono cura dei cubi di porfido che formano i 29 tratti in pietre che i corridori devono affrontare durante la Parigi-Roubaix. Li sistemano con amore. Tagliano l'erba che vi cresce sopra, li spianano (per quanto possibile) e li pareggiano. Per preservare fino al 2021 i 2300 metri della Foresta di Arenberg, introdotta nel 1968, servono 300mila euro. L'associazione ne ha già raccolti 190mila. Perchè la "trincea", come viene soprannominata, è patrimonio di tutti coloro che amano il ciclismo e l'ultima classica delle pietre in calendario. Qui sopra ci hanno scritto la storia De Vlaeminck e Boonen (4 successi a testa), ma anche Lapize, Van Looy, Cancellara, Merckx e Moser, con le sue tre vittorie consecutive fra 1978 e 1980. Franco Ballerini (1995 e 1998) e Andrea Tafi (1999) hanno battuto gli ultimi colpi per l'Italia. Non vinciamo da 20 anni esatti e per spezzare il digiuno, onestamente, servirebbe un miracolo. Le nostre frecce si chiamano Matteo Trentin e Gianni Moscon, ma sono circondati da lupi famelici e più esperti. Sagan, Van Avermaet, Van Aert, Vanmarcke, Kristoff, Naesen, Degenkolb, giusto per fare qualche nome, incutono sufficiente timore e affossano, almeno sulla carta, le nostre chance di vittoria. "L'educato" Bettiol lo ritroveremo sulle Ardenne dopo l'exploit al Fiandre. Al via mancheranno, tra i big, pure Valverde, brillante alla Ronde, Terpstra, fuori causa per infortunio, e soprattutto Mathieu Van der Poel, out perchè la sua squadra non è stata invitata. Peccato.

L'Inferno del Nord, che quest'anno cade a otto giorni dalla Pasqua, potrebbe essere la resurrezione di Peter Sagan, spento e appesantito, più da problemi mentali che non fisici, in questo inizio di stagione. L'anno scorso deliziò tutti con un attacco sferrato a oltre 50km dalla conclusione. Vedremo se qualcuno avrà il coraggio di imitarlo e prendersi la gloria del Paradiso nel velodromo di Roubaix.

I 54,5km di pavè anche questa volta saranno occasione di spettacolo, cadute e speriamo non di tragedie, come quella di Michael Goolaerts, a cui è stato intitolato il settore 28 di Biastre per ricordarne la morte dello scorso anno. Se la Foresta arriva un po' troppo presto per poter essere l'ago della bilancia, la resa dei conti si potrebbe avere a circa 25km dalla conclusione, quando i corridori affronteranno in rapida successione i settori 5 e 4, Camphin-en-Pevele e Carrefour de l'arbre. 3900 metri che possono proiettare l'eroe, o il piccolo manipoli di intraprendenti, verso la cavalcata finale.

Tutto il resto è solo da godersi comodamente in poltrona o sul divano (diretta tv su Eurosport 1 dalle ore 11), per assaporare al meglio la magia della Roubaix...

Luca Gregorio