La pedalata d'amore di Davide Nicola

09.06.2017

A prima vista sembrerebbe soltanto una scommessa, un voto da mantenere per un risultato inatteso. D'altronde così era nato il Giro d'Italia di Davide Nicola, una promessa fatta due mesi fa, quando il suo Crotone sembrava destinato ma non rassegnato a una scontata retrocessione in serie B: "Se dovessimo conseguire la salvezza e mantenere la serie A, tornerò a Torino in bici". Le cose poi sono andate diversamente, l'allenatore piemontese ha saputo infondere ai propri giocatori la stessa grinta e la stessa passione che lo avevano reso uno dei calciatori più amati dai tifosi italiani, e la squadra calabrese è riuscita a salvarsi all'ultimo istante.

Oggi la lunga pedalata di Davide Nicola è cominciata, ma la scommessa davvero non c'entra nulla. Questo viaggio non nasce infatti ne' sul campo ne' negli spogliatoi, non è la conseguenza di un obiettivo agonistico raggiunto, ma nasce da un pomeriggio di tre anni fa, quando il tecnico piemontese fu trascinato in una di quelle tragedie che rappresentano una normalità sin troppo accettata. Il 14 luglio del 2014 suo figlio Alessandro, 14 anni, fu ucciso da un autobus mentre pedalava in sella alla sua mountain bike lungo una tranquilla strada di paese. Stamattina in qualche modo Alessandro ha ricominciato a pedalare seguendo suo padre in un'impresa diversa, in una storia di pura passione.

1300 chilometri. Nove tappe, passando tra le città che hanno rappresentato i simboli della sua carriera da calciatore. Taranto, Bari, Pescara, Ancona, Livorno e ovviamente Genova prima di arrivare a Torino e chiudere nella sua Vigone, il suo paese, quello dove ha salutato per sempre suo figlio. Nove tappe per gridare attraverso tutta l'Italia quel messaggio: basta morti in strada, basta ciclisti uccisi da un Paese che continua a considerarli cittadini di serie B, ospiti anzichè padroni delle strade. A sostenerlo ci saranno l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e la FIAB - Federazione Italiana Amici della Bicicletta, che tramite Davide Nicola rilancerà la campagna #CodiceDiSicurezza per chiedere al più presto la riforma del Codice della Strada.

"Vogliamo veicolare un altro tipo di messaggio, che riguarda il buon senso quando ci si muove sulle strade. Ho visto alcuni numeri devastanti, da guerra, ci sono migliaia di persone come Michele Scarponi ogni anno che non godono di visibilità pubblica e non vengono neanche ricordate. Noi vogliamo legare la nostra iniziativa all'impegno di chi si batte ogni giorno per questo", ha dichiarato Nicola prima di partire. "Sono pronto alla fatica, anche perché ho una base importante. Sono appassionato di ciclismo. Ho ammirato Pantani e anche Scarponi; mi “prendevano”, dandomi passione. Non vado in bici da un anno, ma sarò supportato da mio cognato e dal medico della squadra. Partiamo solo in tre, siamo rimasti in pochi. Vedremo quanta gente si aggiungerà durante il nostro percorso".

Ma se anche non dovesse formarsi un gruppo a spingere i coraggiosi pedalatori, sicuramente ci sarà una tifoseria intera ad appoggiarli, ci saranno tutti i ciclisti che si ritrovano nell'urgenza di questo messaggio, e ci sarà soprattutto il ricordo di Alessandro Nicola a rendere forte il cuore di suo padre. Quello stesso ricordo che aveva spinto il tecnico a scrivere una lettera al figlio scomparso una volta raggiunta la salvezza. Una lettera che contiene già tutte le energie necessarie per una lunga, fantastica, pedalata:

"Ciao amore mio,
Non so dove sei
Non so cosa starai facendo
Forse sei su quella nuvola che era su di me quella sera, quando correvo per far volare la tua lanterna
O forse sei qui con me...
Sì, sono sicuro che sei qui con me
Abbiamo lottato insieme in questo anno complicatissimo, ma...
Oggi so che tu ci sei sempre stato lì con me
Sei riuscito con la tua energia a darmi la forza di lottare e di continuare a inseguire l'impossibile...
La perseveranza è ciò che rende l'impossibile possibile, il possibile probabile, e il probabile certo.
Ale, questa non è la mia vittoria, ma la nostra, proprio come quella della promozione in Serie A del Livorno.
Avrei voluto gioire con te, guardare i tuoi occhi e il tuo sorriso, prenderti per mano e insieme correre e festeggiare
Tutto questo è solo per te e ogni mia conquista è la tua, ogni mia vittoria sarà la tua, ogni mio sogno sarà anche il tuo.
Voglio che il mio cuore continui a battere per te e tu possa vivere ancora attraverso me...

Le Sei Perfezioni: generosità, disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione e conoscenza trascendente (Dalai Lama)".