Nibali, strada spianata verso Parigi?

15.07.2014

Fuori gioco Froome e Contador, Nibali non sembra più avere rivali credibili sulla strada che porta a Parigi. Ma, aldilà delle cadute che hanno messo fuorigioco gli altri due big, la leadership del siciliano è stata finora indiscussa e inscalfibile. Ora Porte e Valverde dovranno provare a inventarsi qualcosa sulle Alpi e sui Pirenei.

Due vittorie di tappa, una maglia gialla saldamente sulle proprie spalle e un Tour che potrebbe tornare a parlare italiano a distanza di 16 anni. Vincenzo Nibali è l'uomo-faro di questa Grand Boucle. Lo è stato dal secondo giorno. Padrone. Elegante e sicuro. Stratega e spadaccino. Capace di infliggere i colpi giusti agli avversari. Rasoiate che lo hanno issato in cima alla classifica generale, senza che Froome, estromesso dai giochi fin troppo presto, e Contador potessero scalfirne il regno.
Diranno, se la sfortuna non ci metterà il suo zampino, che Nibali avrà vinto senza rivali. Errato. Vincenzo è arrivato a questo Tour con una condizione invidiabile, una squadra al top e una maturità mai vista prima.
Dopo aver già messo in bacheca una Vuelta e un Giro, lo Squalo è pronto ad entrare definitivamente nel mito di questo sport. Perchè vincere almeno una volta in carriera le tre principali corse a tappe significherebbe far parte di un club ristretto di campioni.

La strada verso i Campi Elisi di Parigi è ancora lunga e piena di insidie. Le salite ci sono. Sono tante, ma non tantissime. Sono dure, ma non durissime. Nibali ha dimostrato di sapersi difendere e di saper attaccare, di saper controllare e di saper far male al momento giusto. Caldo, cadute e sfortuna diventano i nemici principali. Perchè Porte a 2'23 e Valverde a 2'47 non sono lontanissimi ma non fanno nemmeno così paura.

L'Italia vuole spingere Vincenzo verso il trionfo giallo. In tutto questo non può mancare un saluto e un in bocca al lupo ad Alberto Contador. Ci avrebbe fatto divertire, ne siamo sicuri. Peccato. I campioni aiutano sempre lo spettacolo. E, forse, avrebbero reso il probabile successo di Nibali ancora più bello.

Luca Gregorio