MTB a Milano: storia finita?

29.03.2017

Nel 1945, la città di Milano stava faticosamente ragionando su come uscire dalla tragedia della seconda guerra mondiale e della dittatura, che avevano lasciato dietro di se' una scia di macerie causate dai bombardamenti e dalla demolizione di bastioni e vecchi edifici. Mentre ferveva la ricostruzione, il celebre architetto razionalista Piero Bottoni decise di sfruttare quelle macerie per inserire un elemento nuovo nel quartiere QT8, che stava realizzando per l'ottava Triennale di Milano: le accumulò sul margine della zona residenziale e ne realizzò una collina alta 50 metri. In una città piatta come Milano, la collina si innalzò così evidentemente sull'orizzonte circostante da acquisire lo status di montagna: Monte Stella, secondo la denominazione ufficiale, comunemente detta Montagnetta di San Siro.

Da allora, la Montagnetta è diventata un ritrovo amato e usato da tutti gli abitanti di Milano. Nonostante sia un parco posticcio, ha saputo accogliere bambini, famiglie, amanti degli animani e sportivi impegnati in giochi, pic-nic, processioni, feste, gare e ogni altro genere di attività un parco così vario può offrire, completando una sorta di cintura verde dell'ovest cittadino con i contigui Ippodromo, Parco di Trenno, Bosco in Città e Parco delle Cave.

Lo sport non poteva restare indifferente a questo scenario ben poco cittadino
, e infatti nei suoi 70 anni di vita sin qui la Montagnetta è stata lo scenario di gare ed allenamenti per ciclisti e corridori, calciatori e lanciatori di frisbee, giocatori di cricket e di pallavoro, ha ospitato gare di corsa in salita e di ciclocross, di mountain bike e persino di slalom, quando si depositava quel velo di neve sufficiente per essere rinforzato artificialmente. L'ultimo è stato l'appuntamento di Internazionali d'Italia Series di MTB. E la definizione di "ultimo" potrebbe essere più triste di quanto si pensi.



L'annuncio è comparso sul sito ufficiale internazionaliditaliaseries.it: "Possibile addio alla Montagnetta". Le motivazioni vanno oltre la corsa del 12 marzo scorso, vinta da Maja Wloszcszoska e Florian Vogel ma funestata da diversi tentativi di sabotaggio. Uno scenario deprimente che ha concluso una storia mai priva di complicazioni, benchè partecipatissima dal pubblico. Prima fu un gruppo di cittadini, guidato da padroni di cani che frequentano abitualmente il Monte Stella e appoggiato dall'opposizione politica locale, a chiedere l'annullamento della prova, sostenendo che la pratica ciclistica nel parco avrebbe arrecato gravi danni al verde. Una richiesta forte, proveniente da comitati di quartiere che già in passato erano riusciti a far annullare concerti e festival programmati nel parco per ragioni di "ordine pubblico". Da un altro fronte ci si è messa quella parte di malavita milanese che da oltre un decennio sfrutta le zone più remote del parco per attività criminali. Infine sono arrivati gli imbecilli, quelli che non mancano mai, con il risultato di una gara boicottata con chiodi sparsi sul tracciato che hanno provocato svariate forature e un triste corollario di furti e scassi ai danni di squadre, spettatori e addetti ai lavori nei giorni di gara.

"E' avvilente vedere il tanto lavoro profuso per questa tappa svilito da gesti criminali – spiega l'organizzatore Michele Mondini di CM Outdoor Events, – se possibile ancor più considerando la grande soddisfazione sulla riuscita tecnica dell'evento, e sulla sua partecipazione. Tuttavia i grandi eventi funzionano fintanto che attorno ad essi si consolida l'impegno di tutti, organizzatori e istituzioni, per garantirne non solo la buona riuscita, ma anche la piena tutela e soddisfazione di tutte le componenti coinvolte. Purtroppo, abbiamo dovuto registrare come – pur nella piena consapevolezza dei rischi esistenti – la forza pubblica non abbia profuso un impegno sufficiente a garantire condizioni di tranquillità e sicurezza per atleti, squadre e spettatori". Gli organizzatori stanno ormai pensando alla "scelta dolorosa" di abbandonare Milano per la prossima edizione, a meno che non vengano garantite le condizioni necessarie "in tempi e modi adeguati".

Per Milano e per il ciclismo tutto sarebbe l'ennesima brutta figura, ma sarebbe una sconfitta più ampia, ai danni di chi vorrebbe vedere i luoghi pubblici come spazi di partecipazione, dove si possa essere protagonisti e non soltanto spettatori che guardano e non toccano. Un parco grande e vario come la Montagnetta è in grado di accogliere tutti: corridori e ciclisti che gareggiano e si allenano, cani e padroni di cani, giovani che suonano e festeggiano, famiglie che fanno il pic-nic domenicale e bambini che giocano. Per farlo sarà necessario però valorizzare le proprie differenze anzichè tramutarle in terreno di scontro. Il ciclismo ha lanciato la sfida.



Le Internazionali d'Italia Series intanto sono pronte a ripartire con un nuovo grande evento, il Trofeo Delcar di Montichiari in programma domenica 02 aprile. Con Marco Aurelio Fontana e Serena Calvetti in testa alle classifiche, la corsa sarà aperta anche questa volta a grandi nomi della MTB internazionale, a partire dal due volte campione olimpico Julien Absalon. Un'ampia sintesi delle corse in programma sarà trasmessa da Bike Channel martedì 05 aprile alle 20:45.




Filippo Cauz
(foto tratte dal sito internazionaliditaliaseries.it)