Valetti


Era alto, robusto, forte. Era, nel suo genere, bello. Era piemontese anche nei silenzi, era campagnolo anche nella resistenza, era operaio anche nella disciplina. Era corridore ciclista. Era Giovanni Valetti. Ma di Giovanni Valetti, a differenza di molti altri campioni, rimane poco o niente. Quasi nulla nella memoria collettiva, poco nella memoria degli addetti ai lavori. Eppure la figura di Giovanni Valetti è affascinante, protagonista di episodi mitici nella storia del ciclismo, in un’era fatta di sudore, fatica e scarsi guadagni. Ma come mai il mito di Valetti non è giunto fino a noi? Come mai di lui oggi non si sa più niente?

"Valetti, il campione dimenticato", documentario del 2014 di Lucio Lionello e Damiano Monaco, vuole provare a rispondere a queste domande andando ad esplorare la vicenda storica ed umana del campione piemontese. Il recupero della memoria storica e locale è il punto di partenza dell'Associazione H12, da anni attiva sul territorio vinovese per documentarne storie ed aspetti. Il documentario, realizzato nel centenario della nascita di Valetti, racconta la vicenda sportiva ed umana di questo atleta dimenticato. Il tema del ciclismo eroico degli anni ’30 è inserito in un contesto storico più ampio, quello dell’Italia fascista e della Guerra. Le imprese ciclistiche di Valetti, primo vero avversario di Gino Bartali, sono un punto di partenza per raccontare ciò che siamo stati, come popolo.
 
«Una volta scoperta questa storia, abbiamo deciso che non dovesse andare persa. (…) Valetti mise alle corde anche il campione dell’epoca, Gino Bartali. Al Giro d’Italia del 1939 Bartali si dovette inchinare a due tappe dalla fine e finì secondo, vinto da quest’atleta fortissimo, ma misterioso. Poi arrivò la seconda guerra mondiale che fece perdere a Valetti i migliori anni della sua carriera. Al ritorno alle corse, nel 1946, non fu all’altezza delle sue prestazioni di 7 anni prima. (…) Non volevamo solo raccontare la vicenda sportiva ed umana di questo campione dimenticato. Volevamo inserire il tema del ciclismo eroico degli anni ’30 in un contesto storico più ampio, quello dell’Italia fascista e della Guerra. Le imprese ciclistiche di Valetti, primo vero avversario di Gino Bartali, sono un punto di partenza per raccontare ciò che siamo stati, come popolo» (Lucio Lionello, regista e Damiano Monaco, sceneggiatore/produttore).
 
«Valetti sconosciuto, ignorato, trascurato, misterioso, insomma: dimenticato. Lionello e Monaco resuscitano un campione della resistenza atletica e lo inquadrano nel suo tempo, quello del fascismo, ma anche della semplicità e della essenzialità se non della povertà. Requisiti indispensabili quando si tratta di pedalare la propria esistenza. Il ritratto finale è storico, affettuoso, rispettoso e tanto educativo». (Marco Pastonesi, giornalista e scrittore)

"Giovanni Valetti da Vinovo è forse il corridore italiano più sottovalutato e dimenticato di tutti i tempi". (Carlo Delfino)


VALETTI. IL CAMPIONE DIMENTICATO 
di Lucio Lionello e Damiano Monaco