Afghanistan, bici e speranza

16.02.2015

Siamo abituati a parlare dell’Afghanistan come teatro di guerra, morte, distruzione e conflitti. Per fortuna, anche in situazioni difficili, c’è sempre un raggio di sole che fa intravedere la speranza che qualcosa possa cambiare.

Questa speranza, guarda caso, è legata alla bicicletta. In questo territorio brullo e desertico ogni giorno si allena una squadra di ciclismo femminile, con il grande obiettivo di poter partecipare alle Olimpiadi di Rio nel 2016. Miraggio? Forse, ma intanto la passione che le muove è quasi commovente. Le allena l’ex campione Abdul Sadiq, l’unico ciclista professionista del paese, che ha dato il via a questo ambizioso progetto insegnando a pedalare a sua figlia di 10 anni.

Una rivoluzione anche culturale, pensando che alle donne, dal 2001, è vietato uscire di casa senza la presenza di un uomo al fianco. La squadra si allena sei giorni a settimana, cominciando alle 5 del mattino. C’è chi le stima, ma c’è anche chi le insulta, lanciandole addosso spazzatura e sassi.
La loro vittoria quotidiana è proprio questa. Combattere contro la stupidità umana e far sentire la loro voce. Pedalando. Il team è sostenuto dall’americana Shannon Galpin, ma le ragazze hanno anche prodotto nel tempo magliette, pantaloncini e giubbotti per continuare nella loro raccolta fondi.

La bici, ancora una volta, si dimostra un’importante e preziosa scuola di vita.