My Bike. 19/ La KTM Macina di Delfino

10.12.2018

Bike Channel vuole raccontare la passione per il ciclismo attraverso le vostre bici ed i vostri racconti. 
In questo spazio pubblichiamo le bici degli utenti, per scrivere tutti insieme quel grande romanzo che è la nostra passione per la bicicletta. Oggi vediamo una storia di affetto e di sudore.

La bici di questa settimana ci arriva da Delfino Sartori (Cavazzale - Vicenza)


Tra le performance l'attraversata delle Alpi con le scalate dello Stelvio e del Gavia
Parlare della mia Poderosa, una KTM Macina, è come gioire davanti a qualcosa di speciale. Ha quattro anni di vita e mi ha portato in mezza Europa.
Sono un ex ciclista amatore degli anni ’70 con cui correvo con una Pinarello, ora d’epoca con cui ho fatto l’Eroica, ed in seguito dopo aver praticato l’altra mia passione: lo sci di fondo, sono tornato al primo amore.
Il fisico si sa cambia con gli anni e superati i 60 cerchi anche un aiutino per raggiungere certi obiettivi. La E-Bike è questo: realizzare certe performance che sarebbero state solo un sogno se avessi continuato con bici normali. In sostanza ho deciso di seguire con determinazione un approccio ciclistico lontano dai classici schemi a cui si è generalmente abituati. Ossia quelli dell’agonista, o del ciclista della domenica, per intenderci.
Ne elenco qualcuna: l’attraversata delle Alpi con 11 passi da Pordenone al Lago di Garda, il giro della Grecia, la Rapha 500 quando, su strade del vicentino, ha percorso in 8 giorni 947 km pedalando per 38h26' alla media di 24,7 km/h classificandosi, visto che c'era anche una classifica finale, 191imo su 69522 partecipanti e secondo degli italiani e l’Everesting, la sfida lanciata dagli australiani dell'Hells 500. Il concetto prevede che un ciclista, dopo aver scelto il proprio segmento, lo percorra di modo che possa raggiungere gli 8,848 m di salita. In una sola volta. Sulla stessa strada. Questa è una sfida senza dubbio sia fisica che mentale e richiede allenamento, determinazione, resistenza e perseveranza. Ho salito e ridisceso per 39 volte per complessivi 313 km e 9001 metri di dislivello la salita che da Longara (Vicenza) porta a Villabalzana (Arcugnano) chiamata anche strada di San Rocco. Il tutto in 13h06'35" alla media di 23,9 km/h per realizzare il dislivello pari a quello dell’Everest, 8848 metri.
Infine, la partecipazione alle cosiddette Rondonné, uno sport di lunga distanza in bicicletta, dove i partecipanti affrontano percorsi di 200 km o più dove i corridori mirano a completare il percorso entro limiti di tempo stabiliti e ricevono un riconoscimento (brevetto) indipendentemente dal loro ordine di arrivo. In sostanza si partecipa e basta senza vincere nulla ma con la soddisfazione di essersi messi in sfida con se stessi.
Adesso sono fermo da oltre un mese per un problema al ginocchio ma sto studiando con la Poderosa di finire il giro delle Alpi (da Glorenza a Nizza), il giro della Sicilia, la Francigena del sud da Roma a Santa Maria di Leuca e qualche Randonné per prendere il brevetto. Il tutto con il sorriso di chi viaggia per conoscere e vivere all’aria aperta.





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