Controllare l'adrenalina sarà possibile?

24.04.2018

Cos'è l'adrenalina - brevemente?

L'adrenalina, o epinefrina, è un ormone sintetizzato nella porzione interna (midollare) del surrene.

Una volta secreta e rilasciata in circolo, l'adrenalina accelera la frequenza cardiaca, restringe il calibro dei vasi sanguinei, dilata le vie aeree bronchiali ed esalta la prestazione fisica; sostanzialmente, quindi, l'adrenalina migliora la reattività dell'organismo, preparandolo in tempi brevissimi alla cosiddetta reazione di "attacco o fuga".

L'adrenalina è il "neurotrasmettitore" del sistema nervoso simpatico.

In pochi istanti il cuore aumenta la forza e la frequenza contrattile, i bronchi, la pupilla e i vasi sanguine dei muscoli appendicolari e del sistema circolatorio si dilatano, mentre a livello epatico viene stimolata la glicogenolisi.
Contemporaneamente, sempre allo scopo di preparare l'organismo all'imminente attività fisica, i processi digestivi vengono sensibilmente rallentati, mentre i vasi sanguigni cutanei e periferici si costringono e la pressione arteriosa aumenta.

La liberazione di adrenalina è legata alla percezione di stimoli come minaccia fisica e paura, eccitazione, forti rumori, luce intensa ed elevata temperatura ambientale; tutti questi stimoli vengono elaborati a livello ipotalamico, dove evocano una risposta del sistema nervoso parasimpatico.

Droga naturale e necessità di noi sportivi, quella sensazione unica che ci stringe alla gola e ci fa volare il cuore a mille mentre tutto diventa così incredibile e magico, ma anche molto pericoloso, se non si impara a dire di NO, quel NO che spesso non piace perché il sapore dell'adrenalina è molto amaro subito, dolce ed irresistibile, dopo.

Così imparare a gestire questa fase "chimica mentale" diventa una necessità per chi si appresta a prestazioni in tutti gli sport, dove l'adrenalina gioca un ruolo fondamentale nella riuscita della prestazione fisica e quindi del divertimento.

Ma si può controllare questa fase naturale di reazione e azione, di paura e piacere per il rischio?
Sì, ma non è facile visto che viviamo questo stato "adrenalinico" spesso come un effetto naturale inevitabile e come tale fa parte del gioco, come fosse una grande onda anomala in un mare calmo che è la vita.

Come Mental Coach insegno tecniche opportune per poter far ragionare chi vive lo sport ad alto livello, dove tutto non deve essere tralasciato, per cui le tecniche di autocontrollo delle emozioni diventano sistema allenante.
Il lavoro deve essere ben allineato con una forte introspezione e logica della “causa-effetto”, per cui: ragionare sempre anche se la "chimica mentale" fa la sua strada e non ama essere interrotta, visto che la forza dell'adrenalina è anche molto utile per superare i propri limiti e quindi per farne arma utile alla nostra prestazione.

Tra le varie tecniche usate (la personalizzazione per singolo soggetto diventa molto importante), si parte con quella della respirazione consapevole facendo delle sessioni di "controllo del respiro", per arrivare poi al controllo "indiretto" dei battiti cardiaci: non è possibile controllare il battito cardiaco direttamente, ma come riflesso del sistema parasimpatico stimolato dalle tecniche di meditazione - respirazione - visualizzazione.

Molti di voi vorrebbero sicuramente avere una tabella "iniziale" d'allenamento per provare a migliorare l'autocontrollo dell'adrenalina e del sistema simpatico, ma come è facile e naturale perdere il controllo della mente mentre l'adrenalina pompa a tutta e ci fa schizzare il cuore a mille, anche solo nel pensare ad un evento o situazione che ci ha causato o causerà forte tensione emotiva o paura, così risulta veramente difficile la consapevolezza del respiro e delle tecniche di autocontrollo delle emozioni.

Vedo troppa gente drogata d'adrenalina perdere il controllo della logica e del pericolo sia per se stesso sia per gli altri. La ragione e l'intelligenza sono il piatto dove posare l'adrenalina. Rischiare sembra bello, ma causare incidenti o atti di maleducazione per sentirsi i migliori è sintomo di arroganza, presunzione e ignoranza, non certamente di cultura sportiva, non porta quindi buon nome allo sport.

Respirare, imparare a respirare, vivere assaporando il dolce elisir di un respiro, dove il diaframma controlla la consapevolezza della pace interiore e della calma. In movimento o rilassati, la consapevolezza del respiro è tutto.

Quando nasciamo
 il primo respiro ci porta alla vita,
quando la vita finisce
 l'ultimo respiro ci porta ad un'altra vita.

In mezzo a questa fase, viviamo la totale assenza di consapevolezza del respiro, perché nessuno ci insegna che l'aria è vita, ma la natura ci porta alla respirazione inconsapevole. Per cui naturale e tutto quello che non è diretto controllo consapevole diventa sempre sottovalutato come crescita fondamentale, per la prevenzione e per una maggiore azione funzionale fisiologica e mentale.


di Alessandro Schiasselloni - The Sport Mentalist 
Mental Coach - Posturologo - Riflessologo - Preparatore Atletico
Telefono: 333 4014119 - aschiasselloni@gmail.com
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