L'io e le solite scuse

18.10.2017

Le nostre paure spesso ci levano la forza per vincere, allora ci ritroviamo immersi nel gregge che corre verso l'uscita di quel recinto dove solo una passa per prima; seguiamo gli altri e basta, non pensiamo, agiamo come se il nostro cervello non esistesse più. Questo seguire è spesso la conseguenza di pensieri negativi sulle nostre reali capacità, frutto di una carenza in consapevolezza del nostro io.

Sorrido nel sentire sempre le stesse filastrocche pre-gara, quasi una mantra di chi ricerca forza nelle false scuse:

... e così via, sempre le stesse solite scuse.

Poi a fine gara succede spesso che i perdenti in partenza vincano e festeggino la loro prestazione. Perché non affrontare lo sport con più sincerità, non verso gli altri, ma verso noi stessi? Perchè partire/arrivare con le solite scuse? E verso chi? Verso chi guarda la classifica a casa e commenta le nostre prestazioni, oppure chi viaggia con noi in macchina. Perchè quelli forti, allenati, vincenti, non hanno mai scuse e se le hanno, non sono scuse ma sono fatti reali. Capita a tutti la giornata no, giusto?

Determinazione, forza, coraggio, perseveranza, logica e tempo: la magica formula per abbattere le scuse di chi ci prova sempre, credere nel futuro ed in esso vedere il forte stimolo per provare a vincere, non solo con se stesso, ma anche con gli altri. Ma cosa sarà questo io che con affetto culliamo nella nostra mente sin dalla nascita e ci lascia il giorno dell'ultimo respiro?

L'io in filosofia viene definito come il fulcro da cui nasce la riflessione in cui pensante e pensato sono presenti nel pensiero come medesima realtà: un incastro molto fine di parole per definire il concetto che "siamo quello che pensiamo profondamente". Sempre in filosofia è stato definito come l'unità originaria che ordina e unifica la molteplicità delle informazioni provenienti dai sensi. Pensate un po' nello sport quest'ultima definizione quanto può essere forte nella crescita interpersonale di chi vive lo sport come stile di vita e ne fa un abitudine psicofisica.

Per la psicologia l'io rappresenta una struttura psichica - organizzata e relativamente stabile - deputata al contatto ed ai rapporti con la realtà sia interna che esterna. Con il termine realtà si intende ciò che esiste effettivamente, di solito in contrasto a ciò che è illusorio, immaginario o fittizio. A volte viene anche contrapposta al sogno. L'io, sempre in psicologia, organizza e gestisce gli stimoli ambientali, le relazioni oggettuali ed è il principale mediatore della consapevolezza. Si può immaginare l'io come il gestore centrale di tutte le attività psichiche, che rivolge verso sé stesso e verso l'ambiente esterno generando, appunto, la consapevolezza propria e della realtà.

Allora, cari amici a due ruote o a due piedi: come possiamo vincere con noi stessi, vincere le nostre paure, se partiamo già perdenti dentro? Cioè in quella parte dove ogni dimensione perde senso, visto che quando si parla di crescita interpersonale non si parla di numeri, ma di sensazioni e pensieri. Avere pensieri negativi e scuse senza logica non ci fa crescere se non nella parte materiale, i muscoli e i watt, ma alla fine non saremo mai soddisfatti di come siamo dentro, perchè ci ritroveremo sempre vuoti in quella parte fondamentale che è l'io.

Cerchiamo allora di vivere l'infinita crescita del nostro io senza scuse e senza paure. Provarci sempre, non esiste mai una completa sconfitta, ma solo una percentuale di fattori positivi e negativi. Solo provandoci sappiamo cosa fare per riprovarci ancora e cercando di migliorare Noi stessi e quindi il nostro io. Per allenare la mente non servono rulli, computer, bici ultra-leggere, ma solo credere credere per creare prima dentro e poi fuori. A chi si affida a me per la crescita mentale insegno che fuori non siamo spesso simmetrici a quello che siamo dentro, cioè quello che pensiamo profondamente nel nostro subconscio. La consapevolezza di evitare le solite scuse, nasce solo da un forte io che si mette in gioco ogni giorno, visto che siamo quello che pensiamo profondamente.



di Alessandro Schiasselloni - The Sport Mentalist 
Mental Coach - Posturologo - Riflessologo - Preparatore Atletico
Telefono: 333 4014119 - aschiasselloni@gmail.com
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