Volta a Portugal. Il trionfo di Alarcón

18.08.2017

Vince la Volta a Portugal 2017 lo spagnolo Raúl Alarcón, dopo la tappa mitica di Alto da Torre nella Serra da Estrela e la cronometro di ferragosto a Viseu. Il racconto delle giornate decisive di Daniele Coltrinari e Luca Onesti, autori del libro "C'era una Volta in Portogallo", che quest'anno hanno seguito la corsa a tappe portoghese (anche) per noi.


Succede che il favorito della Volta va in crisi, nella salita di 28 chilometri (pendenza media del 6% con tratti del 10%), nella tappa del 14 agosto, Gustavo Veloso rimane attardato e così, Amaro Antunes e Raúl Alarcón  arriveranno in due al traguardo finale di Guarda. Il giorno prima, sembrava un film già scritto: Gustavo Veloso della W52 - FC Porto, nonostante i 26 secondi di ritardo da Alarcon in camisola amarela (maglia gialla e leader della classifica generale) che contiene o diminuisce il distacco dallo stesso Alarcon nella tappa di Alto da Torre e poi vince a ferragosto l'ultima tappa della Volta a Portugal, una cronometro conclusiva di 20 km con partenza e arrivo a Viseu, conquistando la camisola amarela e vincendo quest'edizione della Volta a Portugal.

A ferragosto è stato (quasi) così, Veloso s'impone nella prova contro il tempo, Alarcon riesce comunque a resistere e a disputare un'ottima crono, arrivando secondo con un ritardo di 15 secondi; è il giorno prima che la sceneggiatura della Volta 2017 sorprende tutti e cambia il risultato finale di quest'edizione.


Il giorno prima, 14 agosto

Si parte da Lousã e si arriva a Guarda, 184 chilometri, passando per Alto da Torre, situata a 2mila metri di altezza dopo circa 28 chilometri di salita, media della pendenza al 5% con tratti che arrivano al 10%, quindi altri 60 chilometri e tre gran premi della montagna di terza categoria prima di tagliare il traguardo finale di tappa.

Alto da Torre è il punto più alto del Portogallo continentale (nelle Azzorre c'è l’isola di Pico, il punto più alto in Portogallo, in cima al vulcano Pico, dal quale l’isola prende il nome, che raggiunge i 2.351 m di altitudine); Alto da Torre è stato spesso l'arrivo di questa tappa che viene definitiva la etapa rainha (la tappa regina), ma anche quest'anno, dopo il 2016, non l'arrivo di tappa. Rimane tuttavia una prova decisiva per chi vuole vincere la Volta a Portugal.

La vegetazione, salendo, lascia spazio a parti di erba marroncina e pietre piccole e grandi, alcuni sbriciolate e aguzze, altri enormi e tonde, levigate dal sole, un paesaggio che sembra che a tratti lunari. Siamo in cima alla Serra da Estrela, sul Monte Malhão da Estrela, qui il Re Giovanni V (João V) ordinò di costruire tra il 1716 e il 1726 sulla sommità della montagna, una torre alta 7 metri, in modo che la vetta, circa 1993 metri, toccasse l'altitudine dei 2000 metri e da allora la stessa sommità è conosciuta in portoghese come Torre o Alto da Torre.  Un solo luogo, nel ciclismo, sembra assomigliargli, il Mont Ventoux in Francia.

«Ci sono giorni buoni e altri cattivi, è la vita – ha dichiarato a fine tappa Gustavo Veloso all'agência Lusa (la nostra Ansa) il vincitore della Volta a Portugal del 2014 e 2015 e secondo classificato lo scorso anno – ho perso quasi 42 minuti da Antunes e Raúl Alarcón (compagni di squadra della W52), sono cinque anni che sono il favorito per la vittoria finale, ho pagato probabilmente la pressione».

Il corridore galiziano ha anche espresso la difficoltà, in maniera velatamente polemica, come è difficile essere il capitano di una squadra, dove non sempre tutti vanno nella stessa direzione e per il team, basta vincere, chiunque sia il ciclista del Porto. Qui in Portogallo, si vocifera di un ritorno del Benfica nelle competizioni ciclistiche il prossimo anno con Veloso capitano, siamo ancora al fantaciclismo, però.

Io e il mio collega Luca Onesti decidiamo di aspettare i corridori al loro passaggio ad Alto da Torre: passano per primi Antunes, Mestre, Alarcón (tutti della W52 - FC Porto) e la maglia bianca, leader dei giovani di quest'anno alla Volta, Krists Neilands (Israel Cycling Academy), Veloso non c'è. Passano altri 5 minuti e del ciclista galiziano non c'è traccia. Passerà con oltre 30 minuti di ritardo, da solo, abbandonato dalla squadra, senza nessun gregario ad aiutarlo. In due taglieranno il traguardo di tappa per primi, a Guarda, Antunes vincerà la etapa rainha (camisola azul, maglia blu e leader della montagna) con Alarcón a seguire e con lo stesso tempo. Dopo oltre 4 minuti arriveranno Vicente Garcia de Mateos (Louletano-Hospital de Loulé) e Rinaldo Nocentini (Sporting-Tavira), quindi altri corridori successivamente e con distacchi maggiori. Gustavo Veloso arriverà con un distacco di oltre 40 minuti, sarà il suo ultimo anno alla W52?




15 agosto, la cronometro di ferragosto a Viseu chiude la Volta a Portugal 2017


Viseu è famosa per essere la città di Viriato, si narra che sia nato qui, nel 180 a.C, il famoso condottiero dei lusitani che si oppose alla conquista romana. Viseu è una città dove la Volta a Portugal è presente in quasi ogni edizione, arrivo o partenza di tappa, non importa, Viseu è una città simbolo di questa competizione.

E a ferragosto, c'è la cronometro che decide la classifica finale, anche se Alarcón sembra aver già vinto, è infatti molto più forte di Antunes nelle prove contro il tempo e gli altri hanno distacchi oltre i 4 minuti, impossibile da recuperare in un tappa di 20 km e praticamente di sola pianura. All'arrivo della Avenida da Europa (si parte dallo stesso punto, è un circuito cittadino che si svolge a pochi chilometri di distanza dal centro della città) dopo che tutti i corridori hanno disputato la prova, il miglior tempo è quello di Gustavo Veloso, una vittoria amara che non serve a dimenticare la crisi del giorno prima e i problemi con la propria squadra. A soli 15" di ritardo Raúl Alarcón che conquista la sua prima Volta a Portugal, Antunes invece prende 1 minuto e 23 di ritardo da Veloso, mantenendo tuttavia il secondo posto in classifica generale e la maglia di miglior scalatore al giro portoghese.

Alla conferenza stampa finale, Joaquim Gomes, direttore della Volta a Portugal, ha auspicato il ritorno al ciclismo dello Sport Lisboa e Benfica, in modo da avere le tre grandi società portoghesi, (Porto, Sporting e Benfica), l'anno prossimo al giro. Sarebbe un modo per rendere ancora più competitivo e spettacolare il giro ciclistico lusitano.





Daniele Coltrinari e Luca Onesti anche quest'anno, per la quinta volta consecutiva, sono al seguito della Volta a Portugal, giunta al novantesimo anno di vita (la prima edizione fu nel 1927) e alla sua 79° edizione, Dopo aver pubblicato il libro "C'era una Volta in Portogallo" (Tuga Edizioni 2016), intendono ora realizzare un docufilm sulla competizione ciclistica portoghese con interviste a protagonisti e tifosi, ma anche e soprattutto realizzando un film on the road, tra città storiche, feste popolari e paesaggi naturali. Per riuscire nel loro intento, però, i due appassionati hanno bisogno di un supporto concreto: hanno lanciato una campagna di crowdfunding a questa pagina. Le ricompense previste per i donatori sono il link dove vedere il film (uscita prevista tra dicembre 2017 e maggio 2018), il libro "C'era una Volta in Portogallo" e le magliette del progetto. 



(testo di Daniele Coltrinari, foto di Daniele Coltrinari, Luca Onesti e Volta a Portugal)