Tour: Pirenei in giallo per Fabio Aru

13.07.2017

Dici pavè, e pensi alla Parigi-Roubaix. Dici muri, e pensi al Giro delle Fiandre. Dici côtes, e pensi alla Liegi-Bastogne-Liegi. Dici montagne, e pensi ai Pirenei. Dopo sin troppe volate, il Tour de France approda finalmente alle grandi montagne, e lo fa subito con il suo tappone, il più duro dell'intera corsa, una giornata di 215 chilometri con Col de Menté, Port de Balès, Peyresourde e Peyragudes. Roba se non da stomaci forti, quantomeno da gambe forti, potente, capaci di macinare dolore e passione.

Dici montagne e pensi che no, oggi no, almeno oggi non vincerà Marcel Kittel, non sarà volata. E infatti parte la fuga quasi subito e in fuga chi c'è? Marcel Kittel. Nessuna preoccupazione, sono in 12 là davanti, e nel momento in cui ci si è infilato Michael Matthews, Kittel lo ha subito seguito, c'è una maglia verde in palio tra i due. La presenza di Kittel in fuga conta poco, naturalmente, tra nomi d'assalto come Thomas de Gendt e Steve Cummings, ma serve come grande normalizzatore. La tappa procede come se ci fosse un arrivo in volata. Fuggitivi davanti, gruppo dietro un po' meno compatto, ma tutto sommato costante. L'unico a pagare presto è Jakob Fuglsang, doppiamente micro-fratturato ieri e costretto a salutare la classifica oggi.

Passano il Col de Menté e il Port de Balès, i primi brividi leggeri arrivano in discesa. A 14 chilometri dall'arrivo Nieve va dritto in curva, Froome dietro di lui, Aru altrettanto dietro. Nessuna preoccupazione, tutti in piedi. Lo spagnolo si infila tra i camper, forse trova anche una birra di benvenuto, gli altri due si limitano a frenare. Davanti, non sia mai, non ne approfitta nessuno. Anzi, già che c'è Nairo Quintana ne approfitta per staccarsi. Per vincere il Tour c'è sempre tempo. Anche perchè, non appena rientra la maglia gialla, il ritmo degli Sky si fa soffocante: è una cronosquadre in salita. In cima al Peyresourde scollinano in dieci, con Alberto Contador poco dietro; gli Sky sono in tre.

Il segnale di Kittel a inizio giornata però era chiaro. Anche oggi si arriva in volata. Ai -350 parte Fabio Aru, Daniel Martin si pianta, Chris Froome pure, il più lesto è un magnifico Romain Bardet che fa valere il suo valore in salita, per quanto per pochi metri. Esulta il francese, sorride il sardo, nuova maglia gialla in una graduatoria più corta che mai, che testimonia di valori vicinissimi tra i primi della classifica. Festeggiano due bei talenti del nostro ciclismo, la buona notizia c'è. E' questa.



Ordine d'arrivo:
01. Romain Bardet 05h49'38"
02. Rigoberto Urán a 02"
03. Fabio Aru st
04. Mikel Landa a 05"
05. Louis Meintjes a 07"
06. Daniel Martin a 13"
07. Christopher Froome a 22"
08. George Bennett a 27"
09. Simon Yates st
10. Mikel Nieve a 01'28"


Classifica generale:
01. Fabio Aru 52h51'49"
02. Christopher Froome a 6"
03. Romain Bardet a 25"
04. Rigoberto Urán a 35"
05. Daniel Martin a 01'41"
06. Simon Yates a 02'13"
07. Mikel Landa a 02'55"
08. Nairo Quintana a 04'01"
09. George Bennett a 04'04"
10. Louis Meintjes a 04'51"




Filippo Cauz
(foto e video via A.S.O.)