Tour: cadute e veleni a Vittel

04.07.2017

L'11 luglio del 1947 il Tour de France pedalava al caldo, da Carcassonne a Luchon. Pronti via e il francese Alberto Bourlon partì all'attacco tutto solo. Nonostante mancassero 253 chilometri al traguardo, dove lo rividero. Quella di Bourlon è l'ultima impresa solitaria del Tour, la più lunga del dopoguerra, la più epica. Il 4 luglio 2017, 70 anni meno una settimana dopo, Guillaume van Kerisbulck si guarda le scarpe e si dice "ok, ci provo". Da Mondorf-les-Bains a Vittel sono soltanto 207.5 chilometri. Non sarebbe un record, ma lo farebbe passare alla storia ugualmente.

Strano corridore, van Kerisbulck: nipote del mitico Benoni Beheyt, a proposito di leggenda, colui che osò sfidare e soffiare la maglia gialla all'Imperatore Rik Van Looy, e che con ciò vide la sua carriera stroncata sul nascere. La carriera di van Keirsbulck invece doveva decollare dopo grandi performance nelle categorie inferiori: una vittoria alla Roubaix junior (proprio come la maglia gialla Geraint Thomas), qualche buon piazzamento agli esordi, la vittoria della Tre Giorni di La Panne, poi una rapida eclissi. Passato alla professional Wanty, Guillaume sembra tornare ottimista su se stesso e su questo suo primo Tour, forse troppo. In fuga dal primo metro, dopo quattro chilometri ha già due minuti, dopo sessanta i minuti sono tredici, poi basta. Il vantaggio di van Kerisbulck è una sinusoide: in testa al gruppo compare il solito Julien Vermote, insieme all'instancabile Thomas De Gendt, e comincia l'inseguimento. Tutti contro uno.

Van Keirsbulck è ripreso a 16 chilometri dall'arrivo, ne ha percorsi quasi 190 da solo, a testa bassa, senza nemmeno poter apprezzare le campagne e le coreografie circostanti. Gli applausi e le urla quelli sì, e può apprezzarli con calma fino al traguardo, potrà apprezzarne altrettanti domani, al via con l'inevitabile numero rosso del supercombattivo. La combattività non manca nemmeno in gruppo negli ultimi dieci chilometri, con una serie di volate per arrivare alla volata. Tutte le squadre dei velocisti davanti, tutte le curve al limite, finchè non sopraggiungono le cadute inevitabili. La prima avviene poco oltre i meno tre, in zona già neutra, ed è subito davanti a Geraint Thomas che non può far altro che adagiarsi sull'asfalto.

Il gruppo resta spezzato in due, davanti i Dimension Data sono in maggioranza, tanto che Mark Cavendish prova a fare il buco ai suoi apripista mentre il favorito Marcel Kittel si disperde nella terra di nessuno di chi non ha le gambe per rientrare. La volata la lanciano i Lotto sulla destra della strada, ma gli ultimi 300 metri sono più caotici di un keirin. Tempo pochi secondi e sono tutti a sinistra. Alexander Kristoff si lancia a testa bassa, André Greipel e Nacer Bouahnni si toccano, Arnaud Démare taglia la strada a Bouhanni per gettarsi al centro, Peter Sagan respinge a gomitate il ritorno di Cavendish sulla destra. Un gran casino, una brutta caduta. Esulta il campione nazionale francese, velocista di stile e dal curriculum sempre più importante, ma la notizia è alle sue spalle. E arriva due ore dopo.

Tanto ci ha impiegato la giuria del Tour per raggiungere il più amaro dei verdetti: Peter Sagan è espulso dalla corsa. Sul merito della decisione c'è poco da dire, le opinioni resteranno varie ma da regolamento gli estremi per la pena massima non potevano essere esclusi. La prima decisione parla di un semplice declassamento, ma non riceva mai il timbro dell'ufficialità. La seconda decisione è la più temuta: Sagan a casa, Cavendish intanto è in ospedale sperando di scongiurare una frattura. Il Tour rischia di perdere in pochi metri due dei suoi campioni più rappresentativi, e nessuno può gioirne, ad eccezione forse dei rivali dell'iridato per la lotta alla maglia verde. Le polemiche dureranno ancora a lungo, anche se in soccorso della giuria domani giungerà il primo arrivo in salita. Per Sagan sarà una giornata che mai avrebbe voluto trascorrere davanti alla tv, per tutti i velocisti sarà una tappa meno stressante, quasi più facile. Anche per Van Keirsbulck, mal di gambe permettendo.


Ordine d'arrivo:
01. Arnaud Démare 04h53'54"
02. Alexander Kristoff st
03. André Greipel
04. Nacer Bouhanni
05. Adrien Petit
06. Jürgen Roelandts a 07"
07. Michael Matthews st
08. Manuele Mori a 10"
09. Tiesj Benoot st
10. Zdeněk Štybar

Classifica generale:
01. Geraint Thomas 14h54'25"
02. Christopher Froome a 12"
03. Michael Matthews st
04. Edvald Boasson Hagen a 16"
05. Pierre Roger Latour a 25"
06. Philippe Gilbert a 30"
07. Michał Kwiatkowski a 32"
08. Tim Wellens st
09. Arnaud Démare a 33"
10. Nikias Arndt a 34"


Filippo Cauz
(foto via A.S.O.)