Tour: festa Sky, dramma Movistar

01.07.2017

Il Tour de France 2017 scatta dalla Germania, da Düsseldorf, e piove. Il primo a partire è anche il più giovane del gruppo: Elie Gesbert. Alle 15:15 festeggia il suo ventiduesimo compleanno gettandosi dalla scenografica pedana accompagnato da una sua foto animata e sorridende, e da' così il via alle 104a edizione della Grande Boucle. E piove. La pioggia cade su tutti i concorrenti, chi più chi meno ma nessuno riesce a sfuggire agli scrosci nel corso dei quattordici chilometri di corsa. Breve e potente lungo il corso del Reno, con le uniche difficoltà rappresentate proprio dai ponti che scavalcano il fiume. Per il resto ci sono undici curve, e con l'asfalto bagnato sono queste l'ostacolo peggiore. Ad ogni svolta c'è da stringere più i denti che i freni.

Il primo a cadere è Dylan Groenewegen, ex campione e attuale speranza d'Olanda, l'ultimo Alejandro Valverde. In mezzo assaggiano l'asfalto persino Luke Durbridge e Primož Roglič, mentre tanti uomini di classifica preferiscono non rischiare troppo, talmente alta è la posta in palio. L'unico che vuole strafare è Valverde, il cui Tour dura meno di dieci chilometri. Il fenomeno murciano si era presentato al via di Düsseldorf nel bel mezzo della sua migliore stagione in carriera, in appoggio a Nairo Quintana ma con la speranza di agguantare qualcosa di più di un buon piazzamento. Forse per questo si è buttato a tutta nonostante la pioggia, sino a quella curva maledetta, dove la le gocce si sono mischiate alle lacrime. A piangere è Valverde, è la Movistar, è tutta la Spagna che vede finire subito il Tour di due dei suoi tre leader (ritirato anche Ion Izagirre), è il ciclismo tutto, perchè quello di Valverde è il ritiro di un corridore che in ogni pedalata dichiara amore per questo sport.

Tra cadute, gioie e delusioni, la prima tappa del Tour è un'altalena. La pioggia aumenta, l'asfalto peggiora, Peter Sagan supera i tram a bordo strada, e in testa provvisoriamente si siedono sia Sonny Colbrelli che Matteo Trentin (gran prova quella odierna per il corridore della Quick-Step). Sono passaggi transitori, prima delle cadute di cui sopra e della discesa in campo dei nomi che contano. L'attesa del pubblico di casa è tutta per Tony Martin, ma a guastare le feste ci pensa il gallese Geraint Thomas, prima maglia gialla del Tour 2017. Una performance straordinaria quello del corridore della Sky, che rifila cinque secondi allo svizzero Stefan Küng e otto all'iridato a cronometro, preceduto sul podio di tappa anche da Vasil Kiryienka, che corona una giornata di gloria per gli Sky biancovestiti. Tra gli uomini di classifica infatti chi sorride è Chris Froome, sesto al traguardo e primo tra i grandi con distacchi già sostanziosi sui rivali, molti dei quali hanno preferito non rischiare sull'asfalto scivoloso. Il vincitore uscente ha già messo in cassaforte 25" su Simon Yates, 35" su Richie Porte, 36" su Nairo Quintana e una quarantina di secondi su Romain Bardet, Fabio Aru, Jakub Fuglsang e Alberto Contador. Per essere una prima tappa, brevissima, bagnata e tragica, ci sono già parecchie conclusioni da cogliere. Il rischio è che siano già troppe.


Ordine d'arrivo:
01. Geraint Thomas 16'04"
02. Stefan Küng a 05"
03. Vasil Kiryienka a 07"
04. Tony Martin a 08"
05. Matteo Trentin a 10"
06. Christopher Froome a 12"
07. Jos van Emden a 15"
08. Michał Kwiatkowski st
09. Marcel Kittel a 16"
10. Edvald Boasson Hagen st

Classifica generale:
01. Geraint Thomas 16'04"
02. Stefan Küng a 05"
03. Vasil Kiryienka a 07"
04. Tony Martin a 08"
05. Matteo Trentin a 10"
06. Christopher Froome a 12"
07. Jos van Emden a 15"
08. Michał Kwiatkowski st
09. Marcel Kittel a 16"
10. Edvald Boasson Hagen st




Filippo Cauz
(foto via Twitter)