Tour de France: parola a Chris Froome

23.06.2017

Manca una settimana al Tour de France numero 104, e i grandi favoriti sono costretti ormai a giocare a carte scoperte. Richie Porte, Romain Bardet, Nairo Quintana, al fianco di una lunga lista di pretendenti e veterani, sono pronti a lanciare la sfida al dominatore del Tour della nostra epoca: Chris Froome. E proprio l'anglo-kenyano si è confessato ai microfoni del Team Sky ieri, in occasione dell'annuncio della formazione che i britannici schiereranno in Francia, vestendo un'inedita maglia bianca.

"Sarebbe davvero incredibile vincere un quarto Tour. Tanta gente dice che è soltanto un numero, ma per me ogni Tour rappresenta una storia differente. E' un'altra battaglia per cercare di conquistare la maglia gialla prima e difenderla poi. Ogni Tour è unico. E conquistare una quarta vittoria sarebbe incredibile", ha dichiarato Froome alla vigilia dell'ennesima campagna di Francia.

E l'ambizione, la stessa che ha spinto uno sgraziato ciclista arrivato da lontanissimo sino in cima al mondo, non si esaurisce con questo luglio. Il sogno di Froome è affiancare Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain a quota cinque. "Vorrei provare ad affiancare i corridori che sono stati in grado di vincere più Tour. Sono visti come parte della storia del Tour de France, e raggiungerli è uno dei miei obiettivi".

Per arrivare preparato, Froome si è dedicato a numerose ricognizioni nell'ultima settimana, dopo essere uscito sconfitto, soltanto quarto, dal Delfinato: "Non credo che il percorso di quest'anno sia particolarmente adatto a me, così come è già accaduto con altri percorsi del Tour in precedenza. Lo dico per via della carenza di arrivi in salita ma anche di chilometri a cronometro. Detto ciò, ritengo che ne uscirà una corsa molto ravvicinata, e molto più divertente per gli appassionati. Io voglio assicurarmi di arrivarci al meglio, per trarre vantaggio da ogni situazione sulla strada".

"Se vado a riguardare il Tour dell'anno scorso, alcuni dei trucchi che ho usato e dei rischi che ho corso in discesa, l'aver seguito Peter Sagan in quel ventaglio in una tappa pianeggiante che altrimenti sarebbe finita in volata, tutto ciò mi fa sentire le cose con più emozione. E' stato divertente, e ha tenuto la corsa viva".

Quest'anno però sarà più difficile, e sembra saperlo lo stesso Froome, con una squadra sempre fortissima ma una condizione un po' più in ritardo e un percorso tutto da decifrare: "Non credo che questo Tour sarà vinto o perso in una singola tappa, sarà più una combinazione delle tre settimane insieme. Ma alla fine l'importante è vincere, e non importa come si vince. Quest'anno credo che le tappe chiave saranno l'arrivo in quota sull'Izoard, che è il principale arrivo in salita di questo Tour, sopra i 2000 metri. Anche la tappa otto o nove è dura (si riferisce alla nona, Nantua - Chambéry, ndBC), con l'ascesa al Col du Chat seguita dalla discesa verso Chambéry. Credo che sarà una tappa importante".

L'altro elemento di difficoltà per Froome sarà dato ovviamente dagli avversari. Mai così tanti e così accreditati negli ultimi anni. Su tutti Richie Porte, che di Froome è stato fedele scudiero sino a due stagioni fa. "E' difficile fare il nome di un solo rivale. Credo che ci siano parecchi ragazzi che possono vincere questo Tour de France. Richie Porte è uno di loro, così come Nairo Quintana e Romain Bardet, che è arrivato secondo l'anno passato. E non si può mai escludere Alberto Contador, inoltre. Avrò sicuramente un gran lavoro da svolgere. Credo che il percorso si adatti molto bene a Bardet, che lo scorso anno ha dimostrato di essere un serio candidato. E' sicuramente uno dei corridori a cui guardare. Quintana dice sempre di andare più forte nel secondo grande giro stagionale, quindi mi aspetto che arrivi al Tour in gran forma. E di Richie (Porte) ho detto più volte che ha il potenziale per vincere il Tour de France, è solo questione di tempo prima che ci riesca".

La formazione del Team Sky al via di Düsseldorf sarà composta da: Chris Froome, Geraint Thomas, Mikel Landa, Michał Kwiatkowski, Vasil' Kiryenka, Mikel Nieve, Sergio Luis Henao, Luke Rowe e Christian Knees.