Giro100: Nibali esulta giù dallo Stelvio

23.05.2017

Quando ai piedi della salita dell'Umbrailpass, il versante svizzero dello Stelvio noto come Giogo di Santa Maria, Tom Dumoulin si è staccato dal gruppo di testa, si è tolto il casco, sfilato la maglia rosa e accucciato ai piedi di un grosso cartellone stradale, per molti spettatori è sembrato di vivere un deja-vu. L'olandese fenomenale appiedato dalla sorte, o dagli errori più o meno preventivabili, proprio come dodici mesi fa. Dumoulin costretto a ripartire all'inseguimento, i migliori che se ne vanno, e il rosa della maglia che si fa sempre più pallido. A differenziare il copione rispetto al recente passato, però, ci ha pensato il protagonista stesso.

Al traguardo, in quel momento, mancavano una trentina di chilometri. In testa i resti di una fuga tanto maestosa quanto impossibile, un gruppo di 25 corridori consolidatosi nei primi cinquanta chilometri di giornata, con tanti compagni di Nairo Quintana, tanti Sky intorno a Mikel Landa, un magnifico Steven Kruijswijk e i soliti sognatori di giornata. La fuga era transitata in cima al Mortirolo, in un esaltante cornice di folla salita perlopiù in bicicletta, di martedì mattina, per salutare il Giro e omaggiare Michele Scarponi. Un omaggio che è stato amplificato dai fuggitivi stessi, fattisi gregari per lasciare il GPM a Luis León Sánchez, unico Astana del drappello. Stessa fuga, più o meno, stessa folla, straripante, pure in cima allo Stelvio, lungo la cui discesa si erano sganciati Amador, Landa e Kruijswijk.

Lo scenario, sin dal mattino, pareva ideale per grandi attacchi, con Quintana proiettato verso una giornata di gloria. Ma gli scenari, si sa, il ciclismo ama sovvertirli, specie quando l'ambientazione è così evocativa. E a 25 chilometri dall'arrivo, gli uomini di classifica sono ancora tutti lì, con Dumoulin che sembra poter passare dalla sofferenza alla speranza, poi entra in scena Vincenzo Nibali. Il siciliano scatta a ripetizione, con Quintana che risponde con gran facilità e un sorprendente Domenico Pozzovivo, cui si accoda Ilnur Zakarin. Una sfilata di scatti che avrebbe abbattuto qualsiasi maglia rosa in crisi, ma non Tom Dumoulin. L'olandese si difende con i denti, lotta contro un disturbo intestinale figlio forse del freddo (i cui effetti, su corpi così esageratamente magri, sono amplificati) o forse della tensione, si trova a fare i conti anche con la disidratazione e i conseguenti crampi, ma di alzare bandiera bianca non ne vuole proprio sapere.

Al traguardo manca solo la discesa sino a Bormio, una picchiata giù dai tornanti dello Stelvio che stuzzica la fantasia di Nibali, lanciatosi a testa bassa dopo il GPM e protagonista di un inseguimento tutto salti e pennellate ai danni di Mikel Landa, ripreso e seguito fino al traguardo. Il basco del Team Sky, mattatore di giornata, prova fino all'ultimo a conquistare la vittoria di tappa, ma sbaglia l'ultima curva e lascia ampio spazio a Nibali per uno sprint stretto ma inequivocabile. Due minuti e diciotto secondi più tardi è il turno di Dumoulin, accolto tra gli applausi di tutto il pubblico di Bormio: stanco, arrabbiato, abbattuto, ma ancora orgogliosamente rosa.


Ordine d'arrivo:
01. Vincenzo Nibali 06h24'22"
02. Mikel Landa st
03. Nairo Quintana a 12"
04. Domenico Pozzovivo a 24"
05. Ilnur Zakarin a 32"
06. Davide Formolo a 01'26"
07. Bauke Mollema a 01'35"
08. Bob Jungels st
09. Adam Yates
10. Thibaut Pinot

Classifica generale:
01. Tom Dumoulin 70h14'48"
02. Nairo Quintana a 31"
03. Vincenzo Nibali a 01'12"
04. Thibaut Pinot a 02'38"
05. Ilnur Zakarin a 02'40"
06. Domenico Pozzovivo a 03'05"
07. Bauke Mollema a 03'49"
08. Bob Jungels a 04'35"
09. Steven Kruijswijk a 06'20"
10. Adam Yates a 07'00"



Filippo Cauz, Bormio
(foto via Giro d'Italia)