Giro100: sul Blockhaus cambia tutto

14.05.2017

Tappa corta e dal disegno minalista. Per 123 chilometri si pedala in pianura o poco più, qualche dentello, qualche contropendenza, soprattutto compattezza. Quella del gruppo che non ne vuole sapere di far andare via una fuga oggi, e per quanto ci provino anche i fenomeni della disciplina (Luis León Sánchez, Pierre Rolland, Pavel Brutt) la risposta di Movistar, Bahrain e Quick-Step è forte e chiara: no.

La fuga va comunque, per carità, sarebbe sbagliato ignorarla, ma nel suo serbatoio manca del tutto la speranza. A un certo punto sono in dodici, con oltre tre minuti sul gruppo, poi in tre, poi in zero, a venti chilometri dall'arrivo. Il destino è che all salita del Blockhaus ci si arrivi tutti insieme, ma il destino nel ciclismo di oggi ha un ostacolo costante: le motociclette in gruppo. A 15 chilometri dall'arrivo, guidato da non si sa quale pensiero kamikaze, un motociclista inchioda a bordo strada davanti al gruppo lanciato: il primo a centrarlo è Wilco Kelderman (costretto al ritiro), dietro l'olandese fa strike per intero il Team Sky, con i due capitani Geraint Thomas e Mikel Landa oltremodo sofferenti. Nel dedalo di sangue, carbonio e lycra persino Adam Yates finisce per terra, ma è veloce a ripartire. Basta una sola mossa pericolosa per mettere fuori gioco tre protagonisti del Giro.

Le sfortune, così vuole la legge di Murphy, non vengono mai sole. E a complicare il destino dei caduti ci si mette il tempismo. Il fattaccio arriva infatti in una fase di corsa tiratissima, con il gruppo lanciato e tutti i treni delle principali squadre ad alzare il ritmo in testa. Il risultato è un inseguimento che passa subito dal difficile all'impossibile. Yates ci prova, l'indiavolato Thomas è supportato da una Sky furiosa, ma la Movistar di Nairo Quintana davanti non vuole fare prigionieri. Mentre Landa naufraga e i malcapitati inseguono, dal gruppo si staccano uno dopo l'altro la maglia rosa Bob Jungels, poi Tejay Van Garderen, quindi Ilnur Zakarin... al che entra in scena Nairo Quintana.

Lo scalatore colombiano comincia a sparere i propri fuochi d'artificio a poco meno di sette chilometri dal traguardo. Gli unici in grado di stargli vicino sono Vincenzo Nibali e Thibaut Pinot. Un chilometro più avanti Quintana fa il bis, i due inseguitori tornano sotto, regolari, spingendo su rapporti leggerissimi. Un altro chilometro, e ai 4.5 dall'arrivo Quintana si esibisce nell'ennesimo show: scatto secco col rapportone, pausa per rifiatare, e rilancio. Pinot prova a dare il tutto per tutto, Nibali resiste a ruota del francese, ma questa volta il divario si apre davvero. Come sempre capita nelle grandi tappe di montagna, il più forte prima o poi prende il largo.

Ancora un chilometro, ai 3.5 dall'arrivo Pinot rilancia nella speranza di chiudere il buco con un Quintana che pare quasi non faticare. Nibali precerisce proseguire da solo, attendendo Dumoulin e Mollema, che non hanno alcuna intenzione di aspettarlo. Gli scatti ripetuti di Quintana hanno fatto malissimo a chi ha cercato di rispondergli, persino Pinot comincia a perdere colpi quando all'orizzonte scompare la sagoma divina di Quintana. Al traguardo il colombiano esulta indicandosi il petto e la bici, la perfetta fusione di uomo e macchina che in un campione come questo trova la sua apoteosi. Quintana si veste di una rosa che, a giudicare dalla sua scalata, non sarà affatto facile sfilargli. Il modo per toglierla è tutto da inventare, e ci penseranno in tanti domani, durante il giorno di riposo, facendo i conti o curandosi ferite che ancora una volta potevano essere evitate.

Ordine d'arrivo:
01. Nairo Quintana 03h44'51"
02. Thibaut Pinot a 24"
03. Tom Dumoulin
04. Bauke Mollema a 41"
05. Vincenzo Nibali a 01'00"
06. Domenico Pozzovivo a 01'18"
07. Tanel Kangert a 02'02"
08. Ilnur Zakarin a 02'14"
09. Sébastien Reichenbach a 02'28"
10. Davide Formolo a 02'35"

Classifica generale:
01. Nairo Quintana 42h06'09"
02. Thibaut Pinot a 28"
03. Tom Dumoulin a 30"
04. Bauke Mollema a 51"
05. Vincenzo Nibali a 01'10"
06. Domenico Pozzovivo a 01'28"
07. Ilnur Zakarin a 02'28"
08. Davide Formolo a 02'45"
09. Andrey Amador a 02'53"
10. Steven Kruijswijk a 03'06"



Filippo Cauz
(foto via twitter)