Giro100: Gaviria il Maestrale

07.05.2017

Volano gadget e tovaglioli, cartacce e cartoline, volano manone rose e gigantesche lampadine distribuite dallo sponsor della corsa, volano giornali e menù dei bar e dei ristoranti che si affacciano sul porto. Vola tutto in via Roma, la strada lastricata nel centro di Cagliari dove il Giro conclude la sua partecipatissima scampagnata sarda, perchè dopo due giorni di vento, oggi è arrivato il Maestrale. E i corridori che pensavano di aver dato, rintandosi a testuggine nella pancia di un timido gruppo per due giorni di corsa, scoprono che quella prima non era altro che brezza, il vento vero arriva in fondo. E fa volare via tutto, persino la volata.

Hanno provato ad evitarla in quattro, sin da inizio tappa, maglie note di campioni nazionali (Eugert Zhupa e Jan Tratnik), maglie abituali di squadre sempre all'attacco (con CCC e Wilier, ci sono ancora la Gazprom con Ivan Rovny e la Dimension Data con Kristian Sbaragli). Lo sprinter toscano dura poco, si rialza dopo aver preso i punti del traguardo volante a Ponte su Santa, il suo Giro più che di rosa odora di ciclamino. Gli altri ci provano a resistere al vento, al gruppo va bene così, anche perchè coi cambi di direzione l'aria spesso se la trovano alle spalle. Ma la loro è una condizione transitoria, lo sanno bene. L'ultimo a farsene una ragione e Tratnik, a 26 chilometri dal traguardo, quando persino lui alza una bandiera bianca che viene subito spazzata via da Eolo.

Gli ultimi cinquanta chilometri nel Golfo di Cagliari sono un'altalena tra resistenza e meraviglia. Tra lo spettacolo del mare del Poetto e le squadre dei velocisti e degli uomini di classifica prendono il comando per proteggere i propri capitani, pronte a reagire nel caso qualcuno apra un ventaglio improvviso. L'aria tira a volte dall'entroterra e a volte dal mare, col gruppo che avanza a zig-zag. Ai meno 11 l'uscita da una rotonda pare una centrifuga. In coda si staccano, in testa si slanciano. Il colore è blu, ma non è quello del mare, sono le maglie Quick-Step che iniziano a menare davanti a tutti, con Bob Jungels che fa lo spinnaker della corsa.

La volata è quasi un affare da ragazzi per Fernando Gaviria, che ha gioco facile a sconfiggere un Giacomo Nizzolo bravissimo a indovinare la mossa degli avversari ma trovatosi confuso e in condizione ancora carente sul rettilineo finale. Per il tricolore i segnali di crescita sono più rapiti del previsto, per il colombiano la crescita di anni si completa con la vittoria di tappa sul suo primo grande giro, e una maglia rosa innaffiata di spumante nel vento. La terrà per due giorni, oggi e nel giorno di riposo di domani, ma tanto gli basta per festeggiare.



Ordine d'arrivo:
01. Fernando Gaviria 03h26'33"
02. Rüdiger Selig st
03. Giacomo Nizzolo
04. Nathan Haas
05. Maximiliano Richeze
06. Kanstantsin Siutsou a 03"
07. Bob Jungels
08. Caleb Ewan a 13"
09. Sacha Modolo
10. André Greipel

Classifica generale:
01. Fernando Gaviria 14h45'16"
02. André Greipel a 09"
03. Lukas Pöstlberger a 13"
04. Bob Jungels st
05. Kanstantsin Siutsou
06. Caleb Ewan a 17"
07. Roberto Ferrari st
08. Ryan Gibbons a 23"
09. Enrico Battaglin st
10. Sacha Modolo






Filippo Cauz
(foto via Giro d'Italia)