Giro100: la volata che non ti aspetti

06.05.2017

Si dice che la montagna, talvolta, partorisca un topolino. Oggi il Giro presentava le sue prime montagne. Colline forse, basse, ma sufficienti per creare la prima timida selezione in gruppo, o per generare topolini. Il Giro100 è partito con timidezza, quasi timoroso: due tappe, due fughe vane, due volate o quasi. Ieri ne è scampato solo Postlberger, oggi nessuno, e il topolino al traguardo se lo è mangiato un Gorilla.

Andrè Greipel conquista a Tortolì la sua settima tappa al Giro: in cinque partecipazioni, di cui una sola completa, è una media più che rispettabile. Eppure a Greipel mancava ancora un dettaglio, la maglia rosa. Fatto strano per un velocista di questo livello, ma non per Greipel, che seppur inanellando successi con puntualità in tutti i grandi giri a cui partecipa, la testa della classifica non la vede mai. Ci è riuscito solo alla Vuelta, per due giorni, nel 2009. Ci riesce oggi in Sardegna, quando il protagonista è ancora il vento, che porta sorprese e frena ambizioni.

In un paesaggio dalla bellezza mozzafiato, il gruppo avanza più compatto che mai, incitato da un pubblico che il Giro non vedeva così caldo da anni, ad eccezione delle partenze estere. Un bagno di folla che attraversa tutto l'entroterra sardo: grida, partecipazione, striscioni. Da Olbia a Bitti, da Nuoro a Orosei, sino all'abbraccio finale di Tortolì, che dalla discesa di Genna Silana pensava di veder spuntare degli attaccanti coraggiosi, invece ha visto sfrecciare di nuovo le star dello sprint. A rovinargli la festa ci avevano provato, sin dal chilometro zero, Lukasz Owsian, Ilya Koshevoy, Simone Andreetta, Egveny Shalunov e Daniel Teklehaymanot, il campione eritreo al secondo giorno su due in fuga, premiato quest'oggi dalla maglia azzurra di miglior scalatore.

Ridotti presto in quattro dalle difficoltà di Maestri, i fuggitivi sono andati d'amore e d'accordo sino alla lunghissima salita di Genna Silana, quando l'zione combinata di inseguitori e fatica li ha annientati, giusto sul GPM. Era il territorio da cui si aspettava un attacco in questa frazione senza un metro di pianura, invece il vento contrario ha fatto da regolateur naturale fino in fondo. Non è bastato il forcing della Bahrain di Vincenzo Nibali, ne' il guaio meccanico che ha costretto Ilnur Zakarin a un disperato (ma compiuto) insegumenti nel finale. Volata non doveva essere, e volta è stata.

Caleb Ewan ha fatto tutte le salite con la maglia ciclamino aperta e la lingua penzoloni, uno sforzo dilato che è svanito a un centinaio di metri dalla linea bianca, in fondo a quel lunghissimo rettilineo finale. Un contatto inatteso, un pedale sganciato, una volata lanciata. Ci ha provato Fernando Gaviria, ma questo vento è tenace nello spazzare via le speranze, e ha ricacciato indietro pure l'argentino. André Greipel no, per spostare lui ci vuole ben altro Maestrale, forse una Tramontana. La prima maglia rosa sarda era austriaca, la seconda è tedesca, i pochi svizzeri al via del Giro attendono con fervore l'arrivo di domani a Cagliari.



Ordine d'arrivo:
01. André Greipel 06h05'18"
02. Roberto Ferrari st
03. Jasper Stuyven
04. Fernando Gaviria
05. Kristian Sbaragli
06. Enrico Battaglin
07. Ryan Gibbons
08. Geraint Thomas
09. Caleb Ewan
10. Rui Costa

Classifica generale:
01. André Greipel 11h18'39"
02. Lukas Pöstlberger a 04"
03. Caleb Ewan a 08"
04. Roberto Ferrari st
05. Jasper Stuyven a 10"
06. Pavel Brutt a 12"
07. Kristian Sbaragli a 14"
08. Ryan Gibbons st
09. Fernando Gaviria
10. Enrico Battaglin



Filippo Cauz
(foto via Giro d'Italia)