Giro100: la corsa dei gregari

05.05.2017

Il centesimo Giro d'Italia è in partenza. Saranno tre settimane intense, in cui l'intero mondo del ciclismo guarderà al nostro paese. Guarderà alla sfida tra Nibali e Quintana, ai tentativi di Pinot, Kruijswijk, Thomas, Landa, Yates o Zakarin di impensierire i favoriti, alle volate di Greipel, Gaviria e Ewan, alle cronometro di Domoulin e Dennis, alle fughe di Rui Costa, Formolo, Rolland, Sanchez, Pirazzi e Stuyven, alla lotta per primeggiare nelle varie classifiche e alle interviste a fine corsa... Qualcuno però resterà sempre nell'ombra, chi tira in testa il gruppo quando la corsa ancora sonnecchia, chi fa la spola a caricarsi tasche e maglie di borracce, chi consola o incoraggia il proprio capitano nelle stanze d'albergo prima di dormire. 

Per la partenza del Giro abbiamo voluto stilare un'ultima lista di protagonisti, che protagonisti in corsa non saranno, ma il cui lavoro resta insostituibile. Sono i gregari più fidati dei campioni, quelli che ci sono sempre, anche quando non si vedono. Un po' come c'era Michele Scarponi al fianco di Vincenzo Nibali un anno fa, esempio insostituibile di grande corridore pronto a sacrificarsi, a correre da gregario.

Al fianco di Nibali da una vita c'è Valerio Agnoli, che dal 2008 segue il suo capitano squadra dopo squadra. Liquigas, Astana, Bahrain. Giro, Vuelta, ancora Giro. In stanza di Agnoli la maglia rosa c'è stata spesso, ma sulle spalle del suo capitano. Per lui in carriera una sola vittoria personale, oltre 10 anni fa al Tour of Qinghai Lake, in Cina. Eppure anche quest'anno correrà per vincere, con Nibali.

Nairo Quintana di gregari ne avrà una schiera, proprio come Nibali, ma mentre sulle montagne vedremo più probabilmente Amador o Anacona al suo fianco, per tutto il resto della corsa la sagoma cui affidarsi sarà quella di José Herrada, da cinque anni colonna della Movistar. Cambiano i capitani intorno a lui, talvolta in Spagna tocca persino a suo fratello Jesús, ma per José il lavoro non cambia. Prendere vento e portare borracce, come al Giro che si appresta a partire.

Talvolta i gregari sono talmente forti e affidabili che le squadre fanno a gara per accaparrarsi i loro servigi. E' il caso dello svizzero Steve Morabito: uno che in carriera avrebbe potuto anche fare in proprio e inseguire piccole gioie personali, se non avesse incontrato un capitano da servire con ancora più gioia. Nel caso di Morabito la svolta ha avuto il nome di Cadel Evans, supportato nella vittoria del Tour e in diverse altre gare... fino al ritiro dell'australiano e all'arrivo di un nuovo capitano. Thibaut Pinot è in buone mani, e lo sa.

I gregari Sky sono una delle figure più amate e odiate del gruppo. Amati dai propri capitani, per i quali formano un treno su e giù per le salite d'Europa, odiati da tanti appassionati che trovano noiose e ripetitive quelle maglie nere in testa, chilometro dopo chilometro. Davanti a tutte molto spesso c'è Vasil Kiryienka, uno dei passisti più forti del gruppo, campione del mondo a cronometro nel 2015 e vincitore di tre tappe al Giro. Ma soprattutto pilota automatico del trenino Sky: a Thomas e Landa basterà impostare una velocità di crociera e dare il via libera a Kiryienka, poi non resterà che mettersi comodi in scia.

La lista potrebbe andare avanti ancora a lungo, per ogni capitano o velocista, c'è chi dedicherà tre settimane della propria vita a prendersi esclusivamente cura di lui, sotto il sole o nelle intemperie, inseguendo la prossima borraccia da portare. Steven Kruijswijk lo scorso anno finì troppo isolato, affiancato dal solo Enrico Battaglin, il suo nuovo assalto alla maglia rosa passerà anche per il lavoro di Jurgen Van den Broeck, Adam Yates si affiderà alla sapienza e all'indistruttibilità dell'esperto Rubén Plaza Molina, Tom Dumoulin lotterà su un asse tutto olandese grazie a Laurens Ten Dam, Bauke Mollema ha chiesto in prestito ad Alberto Contador il suo angelo custode Jesús Hernández... Qualcuno ha dovuto dare forfeit all'ultimo (quanto mancherà Rein Taaramäe a Zakarin? Per fortuna che almeno c'è Robert Kišerlovski), ma qualcun altro invece non manca proprio mai. Questo tributo ai lavoratori in sella non può che chiudersi con Adam Hansen, uomo di fatica e d'attacco per tutti i componenti della Lotto-Soudal, tanto che viene il dubbio che a fine tappa si fermi ad aiutare persino i meccanici. Dite che è un'esagerazione? E come si può definire un corridore come Hansen, che dal 2012 conclude tutti e tre i grandi giri e con questo Giro arriva al 17° consecutivo, se non esagerato?







episodi precedenti:
1/ I nomi per gli sprint    
2/ Gli uomini in fuga  
3/ Chi sfiderà il tempo
4/ La lotta per la maglia rosa





(foto via RoadBikePreview)