Milano-Sanremo: molto più che una lotteria

17.03.2017

"La Milano-Sanremo non è una lotteria, altrimenti non sarebbe possibile che qualcuno la vinca per sette volte". Le parole sono di Fernando Gaviria, il missile colombiano; le sette vittorie, naturalmente, di Eddy Merckx. E sono parole che fanno rumore, perchè rompono il silenzio dall'alto, dalla voce di quello che tutti additano come il favorito della Classicissima edizione 2017. Tutti indicano Gaviria e tacciono, perchè i giorni prima della Sanremo sono quelli dell'attesa, della tensione, di un silenzio dietro cui ognuno ciascuno nasconde il suo timore.

Gaviria avrà al suo fianco Tom Boonen, che correrà totalmente in appoggio al colombiano nonostante non sia mai riuscito a conquistare la Classicissima nella sua incredibile carriera. Per Boonen questa non sarà soltanto l'ultima Sanremo, ma anche l'ultima gara italiana prima del suo ritiro alla prossima Roubaix. Il suo ruolo sarà comunque quello del capitano di strada, che dirigerà la Quick-Step in corsa e magari proverà a tendere qualche trappola al rivale più accreditato, Peter Sagan. "La Milano-Sanremo è una corsa di sette ore che si decide in due secondi", ha sintetizzato il belga con occhio quasi clinico. Promettendo di essere pronto a lanciare il giovane compagno in quei due secondi.

Sull'altro piatto della bilancia dei favoriti c'è Peter Sagan, non c'è quasi nessuna gara in calendario che non veda l'iridato tra i favoriti, figuriamoci la Sanremo dove lo slovacco ha sempre fatto bene, ma mai abbastanza per vincere, vuoi per sfortuna, errori, tattiche di squadra o mancanza di gambe nel momento chiave. Domani Sagan proverà a riportare l'iride su Sanremo 24 anni dopo la vittoria di Beppe Saronni, l'ultima di un campione del mondo. La condizione è straordinaria, come dimostra la Tirreno-Adriatico che l'ha visto protagonista assoluto, il problema sarà come riuscire a vincere: aspettare una volata con avversari altrettanto quotati o provare ad anticipare, magari sul Poggio?

Allo sprint, d'altronde, per quanto ristretto possa essere, Sagan si troverebbe una concorrenza pericolosa. C'è Arnaud Démare che ha mostrato una gran gamba in questo avvio di stagione e cerca un clamoroso bis che manca da Erik Zabel nel 2000-2001. C'è John Degenkolb, suo predecessore nell'albo d'oro, che corre da capitano e favorito con il supporto di una grande Trek-Segafredo, squadra ricca di punte in grando di giocare le proprie carte in ogni frangente di corsa. E c'è chi ha occupato il posto lasciato libero dal tedesco alla Sunweb: quel Michael Matthews fresco d'esordio alla Paris-Nice dove ha fatto addirittura settimo nella cronoscalata e ha collaborato a fondo con Contador nel commovente attacco finale.

E poi ci sono i velocisti puri, quelli che sperano di arrivare a Sanremo senza sussulti. Cosa che non accadrà, perchè la Classicissima ha nella tensione il suo significato. Non è il percorso a far selezione, un tracciato di gara ultra-conservatore, più semplice di qualsiasi altra classica, ma il desiderio che spinge il gruppo a tutta in ogni istante, fino a quel finale dove tutto potrebbe succedere e -ormai quasi sempre- nulla succede. Il volatone non è mai da escludere, ma bisogna arrivarci lucidi e più freschi possibile, dopo 290 chilometri di gara. E' l'obiettivo di Alexander Kristoff (vincitore nel 2014), di Ben Swift (che ama questa corsa), di un Mark Cavendish malaticcio... e di Nacer Bouhanni, che mercoledì ha vinto "per distacco" la Nokere Koerse, in Belgio, annichilendo la concorrenza in volata. Nel 2016 sembrava pronto ad anticipare l'eterno rivale Démare se non gli fosse caduta la catena nel momento in cui fu lanciato lo sprint.

Per escludere tutte queste grandi firme della velocità ci vorrà qualcosa di azzardato, coraggioso, anche spregiudicato. Non più un attacco da lontano, la Cipressa è ormai da escludere tra le soluzioni possibili, ma almeno dal Poggio, sfruttando lo slancio di una discesa velocissima: Michał Kwiatkowski, Greg Van Avermaet, Tim Wellens, Jasper Stuyven, Julian Alaphilippe, Edvald Boasson Hagen... e ancora Peter Sagan. Le ruote da marcare strette saranno tante quante quelle che puntano sulla volata.

E gli italiani? La Sanremo non la vincono dal 2006, con Pippo Pozzato. Statisticamente questo digiuno prima o poi dovrà interrompersi, ma a scorrere la lista dei partenti non si vede chi possa giocarsi le proprie carte con certezza. Il più accreditato è Sonny Colbrelli, al primo appuntamento importante nella stagione che lo vede esordire nel World Tour dopo una lunghissima gavetta nelle categorie inferiori. Il bresciano è in forma, a Sanremo ha sempre fatto bene, ma ci vorrà una dinamica di corsa ben particolare per portarlo nelle condizioni di battere sprinter assai più titolati. Discorso che andrebbe spinto ancora più all'estremo per Elia Viviani, mentre Fabio Felline proverà sicuramente ad attaccare da lontano sfruttando le diverse opzioni offerte dal team Trek-Segafredo.

Il vincitore negli ultimi anni è uscito sempre dalla Paris-Nice, ma quest'anno sembra affacciarsi una novità. La Classicissima di Primavera si corre davvero a primavera. Non che sia cambiata la data, ma dopo troppi anni di Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo caratterizzate da freddo, pioggia, spesso anche neve, il marzo 2017 è stato caratterizzato da sole e alte temperature, e così sarà anche sabato. Per una sfida apertissima, ma i cui favoriti non sembrano uscire da quei quattro/cinque nomi. Proviamo ad allargarli a quindici:
*****  Peter Sagan, Fernando Gaviria
****    John Degenkolb, Michael Matthews, Arnaud Démare
***      Sonny Colbrelli, Michał Kwiatkowski, Ben Swift
**        Alexander Kristoff, Julian Alaphilippe, Nacer Bouhanni
*          Mark Cavendish, Elia Viviani, Edvald Boasson Hagen, Jasper Stuyven








Filippo Cauz

(foto di BrakeThrough Media via velonews)